Ma la corsa non era uno sport per poveri?

Ma la corsa non era uno sport per poveri?

Prima di scegliere la corsa come sport della mia vita, ero uno sciatore agonista di buon livello, seppur solo fino alle fasi giovanili. Ho smesso a 13 anni, causa trasferimento in regione poco consona allo sport invernale più popolare (Marche). I costi per praticare lo sci agonistico sono molto alti. Probabilmente è uno degli sport più cari in assoluto, se escludiamo il mondo motorsport.

Dopo lo sci, mi sono avventurato con il calcio. I costi li si abbassano sensibilmente, anzi, non penso di aver mai pagato nulla se non le scarpette. Le squadre di calcio di medio livello solitamente pagano tutte le spese e nella mia ultima squadra ricevevo anche un rimborso per le trasferte.

Smesso con il calcio, mi sono messo in testa di correre una maratona. In realtà non avevo ancora smesso. L’amore per la corsa mi ha fatto smettere. Qualche settimana di allenamento e via, iscrizione alla maratona di Milano. Quanto vuoi che costi una maratona? Devo correre 42 KM, se non mi pagano loro poco ci manca no? Ci sono gli sponsor….

Col cavolo! La Maratona di Milano costa quanto uno ski pass in un comprensorio sciistico di lusso! Amara sorpresa. Ma ormai avevo in testa solo quella maledetta maratona. Perché è normale, quando inizi a correre, la prima cosa che vuoi fare è partecipare ad una maratona. 🙂 Ok forse sono esagerato io.

Il problema è che oltre al costo dell’iscrizione alla maratona, non avevo messo in conto che le scarpe da calcio non andavano bene per correre 42 km. E nemmeno le puma da passeggio. Quanto vuoi che costino delle scarpe per correre? Quelle che comprai costavano effettivamente poco. Vedevo scarpe da 150 e passa euro e mi chiedevo chi fossero quei pazzi a spendere quelle cifre per delle semplici scarpe da corsa. Le mie costavano appena 29 euro. La moda….

Moda un cavolo! Se non spendi sulle scarpe ti ritrovi con infortuni che poi per rimetterti in piedi spendi migliaia di euro in dottori, sciamani e fisioterapisti!

E allora, chi cavolo è quel disgraziato che ha messo in giro la voce che la corsa è uno sport per poveri?

Ho fatto il conto delle spese che ho dovuto sostenere per la Maratona di Londra, che correrò Domenica:

  • Iscrizione alla Maratona € 45
  • Un paio di scarpe da allenamento (già da buttare) € 110
  • Orologio GPS che registra anche quanti peli cadono durante un allenamento € 295
  • Integratori Gel per la gara, ma anche per gli allenamenti lunghi €15
  • Massaggiatore / fisioterapista (3 sedute per problemi vari) € 150
  • Scarpe per la gara € 100
  • Integratori vari post allenamenti € 30

Totale: € 745!

Ok, l’orologio tecnologicamente estremamente avanzato lo uso per qualche anno, quindi la spesa si ammortizza nel tempo. Ma non ho incluso in questo conto i costi per andare agli allenamenti, iscrizioni a gare intermedie in preparazione alla Maratona, abbigliamento, quantità di cibo mangiato in più causa fame da lupi soprattutto dopo i lunghissimi, costo del numero di vasche di acqua calda usata per i bagni defaticanti, telefonate per mettersi d’accordo con i compagni di squadra sul quando e come trovarci per le varie uscite domenicali e per concludere non ho incluso il costo della mancata produttività in ufficio causa stanchezza perenne il Lunedì mattina!

Ma la corsa è uno sport per poveri. Già per i poveri che hanno i soldi.

Però c’è da considerare una cosa. Sicuramente quando mio nonno correva, non spendeva un centesimo. O quasi. Il costo per questo sport favoloso è lievitato negli anni perché sono aumentati i corridori, quindi si è creato un mercato. Da qui è iniziato l’avanzamento tecnologico (vedi scarpe e tutti i prodotti per la corsa), si è creata una moda portandoci a comprare i gadget e gli accessori più recenti e soprattutto sono lievitati i costi per le gare. Una Maratona di New York, costa 250 euro a pettorale! Non solo. Correre oggi vuol dire anche turismo sportivo. Milioni di corridori si spostano in giro per il mondo per correre le Maratone e le Mezze Maratone delle varie capitali mondiali. New York, Tokyo, Londra, Parigi, Amsterdam, Boston, Chicago, Milano… non c’è città al mondo che non ha la sua gara da “vendere” ad un mercato in forte crescita e affamato di gare. Quasi tutte le gare più importanti hanno un sistema a ballottaggio perché ci sono molte più richieste d’iscrizione rispetto ai pettorali disponibili.

I costi lievitano perché i corridori sono disposti a pagare oro per fare determinate gare. Alla Maratona di New York per esempio, l’anno scorso hanno completato la gara 50,403 corridori. Al ballottaggio sono stati esclusi 70 mila pretendenti ad un pettorale, e scommetto che la maggior parte di questi erano disposti a spendere anche di più dei 250 euro per il pettorale pur di entrare.

Più siamo disposti a spendere per gareggiare, più i costi si alzeranno e faremo ricchi gli organizzatori di eventi sportivi.

Correre oggi non è per nulla economico. Ed è colpa tua. E anche mia.

Mi hanno sempre insegnato a pensare allo sport come un diritto, accessibile a tutti. E’ moralmente giusto spendere questi soldi per correre? A volte me lo chiedo. E soprattutto dove andremo a finire se continuano ad aumentare così i prezzi? Quanto sarà sostenibile l’atletica leggera e il podismo in generale a questi costi?

Tu quanto sei disposto a spendere per gareggiare?

Io quasi quasi da oggi inizio a correre scalzo, almeno risparmio sulle scarpe.

Pic by Warein @ Flickr

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Ho iniziato a correre per sfida. Continuo a correre perché nulla al mondo ti riempie l’anima e la mente come la corsa.

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