Great place to run: Torino, Parco Ruffini

Great place to run: Torino, Parco Ruffini

Premessa: amo Torino. Amo Torino così come si potrebbe amare il luogo che riesce sempre e comunque a darti tutto. Festa, cultura, sport, Juve, colline, vino buono, gente simpatica etc etc.

Ieri mattina mi sono allenato al Parco Ruffini.

E’ un posto molto grande, molto verde, non in perfetto piano, con ampi sentieri che ci girano intorno e un bel po’ di gente che fa sport. Dalla corsa al pattinaggio a quello sport che salti sulle panchine e fai le trazioni ovunque di cui non ricordo il nome. Il parco Ruffini è piacevole principalmente per questi motivi:

  1. E’ a Torino, e questo come già detto gli fa onore.

  2. C’è molta gente che fa sport, è un luogo molto popolato da gente che suda e questo è sempre molto stimolante.

  3. Ha un bel po’ di fontanelle.

  4. Ha una anello esterno che a naso è 1,5-2 km quindi permette di correre anche ripetute e cambiare ritmo a ciascun giro.

  5. Ci sono cambi di livello brevi al centro e questo permette di variare anche le pendenze.

Ve lo consiglio. A me piace tantissimo conoscere i luoghi che visito andando a farci una corsa. Sono stato a Berlino a correre al fantastico Tiegarten e lungo le mura di Ferrara. Magari un giorno scriverò pure di questi posti. L’infrastruttura cittadina influenza in modo incredibile gli stili di vita dei cittadini, dare un luogo per correre e fare sport è fondamentale. Stay Tuned.

Altra cosa. Ho scoperto questa canzone che mi piace tantissimo, buon ascolto.

Chiusura cestistica su questo luogo. Se non vi frega di basket, non leggete.

Valerio Amoroso in gara 4 dei playoff della Lega2 ha fatto il gesto peggiore che un atleta possa fare nel palazzetto che sta in mezzo a questo parco. Dopo avere vinto la gara che ha eliminato la Pallacanestro Biella dalla serie, peraltro giocando ben al di sotto delle sue potenzialità, è venuto sotto la curva di Biella (io c’ero) e ha preso tutti per il culo con gesti poco opportuni ad un derby. E’ riuscito in una stessa partita a dimostrare quanto valga come giocatore e come uomo. Io ho smesso un po’ di seguire il basket. Leggete questo per approfondire e spargete il verbo. Questo luogo, quando ho iniziato ad allenarmi e a scaldarmi ieri, non mi piaceva per nulla. Anzi, volevo quasi andarmene.

“Pain is inevitable. Suffering is optional” Vai al mio profilo.

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