Recensione della Cortina Dobbiaco Run

Recensione della Cortina Dobbiaco Run

Anche questa gara l’ho archiviata! Volevo partecipare da diversi anni e finalmente il 31 maggio 2015 ero li al nastro di partenza.

La Cortina – Dobbiaco è una 30km che prevede il percorso da Cortina a Dobbiaco lungo l’antica ferrovia che univa le due città nello splendido contesto dolomitico.

Innanzitutto la gara è un’ottima occasione per trascorrere un week end con la famiglia e gli amici e quest’anno a ridosso del ponte del 2 Giugno l’occasione non poteva mancare.

Una 30 k in montagna quali insidie nasconde?

I blocchi di partenza sono assegnati con i colori le fasce in base ai tempi di mezza e maratona già conseguiti. E’ importante che gli iscritti non “barino” e indichino i loro tempi giusti in quanto la partenza è comunque “stretta”. Siamo in montagna e le strade non sono autostrade per cui anche in questo modo si resta molto “imbottigliati”. Questo disagio cresce se gli atleti “più lenti” vengono avanti pensando di guadagnare tempo.

Ci sono 30 km per dare il meglio di sé ed è pertanto utile per tutti rispettare questa regola.

Il percorso prevede un’altimetria di soli 400 mt scarsi. Non è molto considerando che normalmente il mio giro domenicale sul lago di Como ne prevede 600.,ma il dislivello positivo lo si raggiunge nei primi 14 km.. Qui raggiungi il passo Cima Banche che divide due province e due regioni: Belluno in Veneto e Bolzano in Alto Adige. Il terreno è praticamente tutto sterrato (molto ben tenuto e senza particolari insidie) tranne il primo e l’ultimo km che sono ovviamente su strada.

E’ importante saper gestire la gara.

Inutile partire forte. Ci sono da affrontare 14 km di dislivello positivo in altura a 1200 mt.. Meglio essere prudenti e trattenersi un po’ anche in base a come ci si sente correndo in montagna.

L’altura era ciò che mi spaventava di più: mi ero allenata un po’ in salita ma non ero mai riuscita a correre in montagna. Fortunatamente non ho accusato problemi ma il partire prudente è un buon consiglio. Anche il grande Prof. Massini, che ho incontrato al ritiro pettorali, non finiva di ripeterlo.

Al 14 km ti accoglie la musica, la salita è finita e da lí al termine, se si hanno le gambe e il fiato, si recupera più di quanto si è perso in salita.

All’arrivo i supportes, l’atmosfera e lo speaker che urla il tuo nome e la società cui appartieni ti carica  e la soddisfazione è davvero grande.

Se in una parola dovessi descrivere questa gara direi “gestire”: se sai gestire dalla partenza all’arrivo con prudenza iniziale e con slancio nella seconda parte di gara farai un’ottima prestazione.

Il tempo quest’anno è stato clemente e né ha piovuto né faceva freddo. Se il clima è avverso indubbiamente la fatica sarà maggiore e forse il ricordo non sarà buono come il mio.

Consiglio vivamente ai nostri lettori di iscriversi e provarla. Correre in quel contesto puro, circondati dalla natura e dalle Dolomiti è fantastico. Si passa accanto al lago di Landro, si è accompagnati dalle Tre cime di Lavaredo, si affrontano piccole gallerie e ponticelli che sembrano sospesi.

Da un punto di vista turistico l’Alto Adige è qualcosa di superbo: accoglienza, cibo, infrastrutture, assistenza, tutto impeccabile.

Questa 30 km è ottima in preparazione di una maratona, per un dopo maratona, per rafforzare l’allenamento per una mezza ma soprattutto per divertirsi e per vivere due giorni sereni e spensierati con chi vuoi condividere.

Grazie Natura per questa fantastica gara!

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