Laura Segato

La mia storia d’amore con la corsa è solo all’inizio. Diciamo che non è ancora proprio un storia [non ci sono ancora numeri di km percorsi, tempi, kcal bruciate], ma piuttosto un flirt, nel senso che io e la corsa stiamo imparando a conoscerci e a vedere quanto siamo compatibili.
Io arrivo da più di 15 anni di pallavolo, agonistica e non, sport in cui la corsa è considerata solo quella scocciatura pre-stretching che “serve a scaldarti per non farti male” ma che ti separa dalla palla. Due palle, insomma.
Come spesso succede con i grandi amori, prima di piacerti ti stava sul culo e anche in questo caso è stato così. Ho sempre pensato che la corsa non facesse per me. Massimo rispetto per chi riesce a correre una maratona (che poi, a cosa pensano quei pazzi che corrono per 4 ore?!) ma no grazie, non fa per me. Io non sono adatta a questo sport-non ho il fisico giusto-sono cicciotta-traballa tutto-non ho fiato-sudo troppo-che schifo la corsa.
Poi 2015, cambia tutto.
Io gioco ancora a pallavolo, ma complice una serie di vicissitudini personali che non sto neanche a dirvi, io e la corsa ci incontriamo in una altro contesto, fuori dalla palestra, lontani da tutti i miei preconcetti. Una sera dopo il lavoro anche io sento quel bisogno primordiale di stare da sola con i miei pensieri e le mie paturnie, prendendomi cura del mio corpo, cuffie nelle orecchie e voglia di sudare; quindi esco a correre. Esperimento 1: fallito miseramente. Torno a casa con dopo 15’ di corsetta scoordinata, le gambe a pezzi e con il cibo alla bocca dello stomaco che bussa per tornar su. Vedi che la corsa non fa me?! Basta, non corro più.
Poi Christian mi dice, guarda che è normale che tu faccia fatica, che tu stia male se corri male, se parti in quarta senza minimamente conoscere i tuoi limiti. È così per tutti. Certo, ma non siamo tutti uguali. Ti aiuto io.
Morale, dopo la prima sera di start-up, i primi 5 km di corsa alternata a camminata spedita, i primi accumuli di acido lattico a gogo, torno a casa sudata e felice, sentendomi energica come lampadina e gnocca come Gisele. E quindi, mi sto innamorando.

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