La parkrun finalmente arriva in Italia

La parkrun finalmente arriva in Italia

Le manifestazioni podistiche in Italia, ma anche nel resto del mondo, stanno diventando sempre di più delle vere e proprie macchine da soldi. I corridori sono in costante crescita e i costi per i pettorali delle gare, ben organizzate o meno, sono sempre più care.

Una volta si diceva che la corsa era lo sport dei poveri. Purtroppo non è più così. Ho scritto un po’ di tempo fa un articolo a riguardo. Molte gare sono diventate troppo care, anche quelle non competitive.

Nel 2004, un certo Paul Sinton-Hewitt, probabilmente stufo di dover pagare già all’epoca troppi soldi per gareggiare, ha deciso di creare una corsa gratuita che si potesse correre ogni Sabato nel parco, grazie l’aiuto di volontari. Così nacque la prima parkrun al Bushy Park di Londra, all’epoca chiamata Bushy Park Time Trial.

Oggi le parkrun sono corse in oltre 560 parchi del mondo con quasi 900 mila atleti di ogni livello.

Dall’Inghilterra, dove si corre in quasi tutti i quartieri e tutti i paesi, le parkrun sono state introdotte via via in vare nazioni: Australia, Danimarca, Francia, Irlanda, Nuova Zelanda, Polonia, Russia, Sud Africa, USA e ovviamente Regno Unito. L’Italia mancava all’appello, fino a qualche settimana fa, quando è stata inaugurata la prima parkrun italiana.

Parkrun di Uditore, la prima a nascere in Italia

Grazie a Giorgio Cambiano, la prima parkrun Italiana ha avuto il suo primo via ufficiale il 23 Maggio 2015, nel parco di Uditore a Palermo, Sicilia.

Ho avuto modo di parlare con Giorgio una settimana prima del via ed era molto felice ma allo stesso tempo un po’ teso per questa responsabilità, ma sono convinto che farà un ottimo lavoro.

Come funziona la parkrun

La parkrun è una corsa di 5KM gratuita e aperta a tutti, che solitamente si svolge in un parco o comunque in un ambiente immerso nella natura. Non serve un pettorale di corsa, ma ogni corsa ha una classifica ufficiale e ogni partecipante ha il proprio tempo cronometrato. Si può correre o camminare e non c’è passo troppo lento o troppo veloce.

Prima di gareggiare però, bisogna registrarsi, una sola volta, attraverso il sito e stampare il codice a barre che servirà per “certificare” tempo e posizione al termine della corsa. Il codice sarà lo stesso per tutte le corse che vorrai fare.

La corsa è ogni Sabato mattina alle 9.00.

Il tutto è reso possibile dai volontari, che hanno un ruolo chiave. Per questo, si chiede agli atleti di alternare ogni tanto e sacrificare qualche sabato per fare il volontario. (Non obbligatorio).

Al momento, in Italia c’è solo l’evento del Parco Uditore a Palermo, quello appunto aperto da Giorgio.

La mia esperienza con le parkrun

Corro le parkrun dall’anno scorso, solitamente nel parco vicino casa nel quartiere di Croydon, a Londra, al Lloyds Park. Ne ho già corse 14, facendo il miglior tempo in 10.

Penso che siano un evento incredibile, che dimostra quanto si possa fare se le persone sono veramente unite e disponibili verso il prossimo.

Ho avuto modo di correre divertendomi, allenarmi, gioire per diversi successi, ma anche fare il volontario e vedere gli altri divertirsi.

Nella parkrun di Lloyds, ci sono circa 200 runners tutti i sabati mattina ed è un vero spettacolo! Pioggia, neve, freddo o caldo, niente ferma l’evento gratuito più “figo” che ci sia per un runner.

Grazie alla parkrun ho fatto diverse amicizie, e ho anche trovato la mia attuale squadra d’atletica.

Spero veramente che in Italia si riesca a ricreare lo stesso successo.

Intanto voglio ringraziare pubblicamente Giorgio per aver portato questo evento magnifico in Italia. Era ora! In bocca al lupo alla parkrun di Uditore.

Iscriviti alla Newsletter!

Non sei fuori a correre... allora devi assolutamente iscriverti alla nostra newsletter! Così riceverai una notifica con tutti i nostri nuovi contenuti. Non spammiamo, promesso!
Nome
Last Name
Email
Secure and Spam free...

Ho iniziato a correre per sfida. Continuo a correre perché nulla al mondo ti riempie l’anima e la mente come la corsa.

Vai al mio profilo.

Rispondi