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99LAPS: regole, strategia e risultati della prima edizione

99LAPS porta la corsa a eliminazione nell’ultrarunning: 1,2 km ogni 15 minuti, 99 giri e un solo vincitore. Regole, strategie, risultati e analisi della prima edizione disputata a Essen.

99LAPS, gara a eliminazione su circuito: prima edizione 2026

Un giro da 1,2 chilometri. Una nuova partenza ogni 15 minuti. Alla fine di ogni tornata, chi arriva per ultimo lascia la gara. La prima edizione di 99LAPS, disputata il 25 e 26 luglio 2026 a Essen, in Germania, ha trasformato una corsa di resistenza in un torneo a eliminazione diretta.

Il risultato è stato un formato insolito e molto leggibile: 99 giri, una durata massima di 24 ore e 45 minuti, 118,8 chilometri per il vincitore e una classifica in cui ogni posizione corrisponde al momento esatto in cui un atleta è uscito. Norman Junker ha completato tutti i 99 giri e ha vinto davanti ad Alessandro Cervo, eliminato nell’ultima tornata. Florian Neuschwander ha chiuso al terzo posto, uscendo al giro 98.

La parte più interessante, però, vive dentro il regolamento. 99LAPS premia resistenza, velocità, lucidità tattica e capacità di leggere gli altri. Ogni giro crea una scelta: correre forte per guadagnare recupero oppure spendere meno energie e accettare il rischio di ritrovarsi in fondo.

Che cos’è 99LAPS

99LAPS è una gara a eliminazione su circuito. Il format ufficiale prevede:

  • un anello di 1,2 chilometri;
  • una nuova partenza ogni 15 minuti;
  • 99 giri complessivi;
  • l’eliminazione dell’ultimo atleta secondo il rilevamento cronometrico;
  • chip individuali e classifica aggiornata in tempo reale;
  • un solo vincitore al termine del giro 99.

Tutti partono insieme a ogni tornata. Chi completa il giro può usare il tempo rimasto prima dello start successivo per bere, mangiare, cambiarsi, ricevere assistenza o semplicemente sedersi. Allo scoccare dei 15 minuti, il gruppo riparte.

Il conto è semplice: 99 giri da 1,2 chilometri portano il vincitore a 118,8 chilometri. Il programma completo occupa 1.485 minuti, cioè 24 ore e 45 minuti. Per restare dentro la finestra dei 15 minuti basta, sul piano teorico, una media di 4,8 km/h, pari a 12 minuti e 30 secondi al chilometro. La difficoltà reale nasce dalla posizione relativa: anche un giro chiuso entro il tempo può costare l’eliminazione quando è il più lento del gruppo.

Come funziona davvero l’eliminazione

La regola centrale è immediata: il chip stabilisce l’ordine di arrivo e chi occupa l’ultima posizione esce. Il giro successivo parte con un atleta in meno. L’assenza alla partenza, il ritiro o il mancato completamento della tornata chiudono comunque la gara dell’atleta.

La prima edizione ha aggiunto un dettaglio importante. La presentazione del format parla di 99 eliminazioni e un vincitore; la classifica ufficiale contiene invece 128 atleti classificati: un vincitore e 127 uscite distribuite sui 99 giri. In 23 tornate risultano due eliminati e in tre tornate ne risultano tre; il giro 58 non registra un’uscita. Ritiri, mancate partenze e gestione del campo hanno quindi portato alcune tornate a perdere più di un atleta.

Questo dato aiuta a leggere correttamente la gara reale: il principio resta quello dell’ultimo posto, mentre il numero di persone che lascia la competizione può crescere quando si sommano eliminazione sportiva, ritiro e mancata presenza allo start.

La strategia: correre forte o conservare energia?

Ogni atleta deve risolvere lo stesso problema per quasi 25 ore: quanto conviene spingere oggi per avere energie domani?

Da coach, qui guarderei soprattutto la ripetibilità. Il ritmo utile è quello che ti permette di rientrare, svolgere la tua routine e ripartire con una marcia ancora disponibile. In una gara a eliminazione, quella marcia serve quando il gruppo accelera e le gambe hanno già accumulato ore di lavoro.

Correre forte crea recupero

Chi completa 1,2 chilometri in cinque minuti dispone di circa dieci minuti prima della partenza successiva. Quel margine permette di mangiare con calma, cambiare scarpe, gestire un fastidio e abbassare la frequenza cardiaca. Un giro da dieci minuti lascia appena cinque minuti di pausa. Il vantaggio logistico della velocità è evidente.

Il costo arriva con l’accumulo. Anche pochi secondi al chilometro, ripetuti decine di volte, consumano glicogeno e aumentano il danno muscolare. Le accelerazioni per guadagnare posizione hanno un peso crescente durante la notte e nelle ultime ore.

Correre piano protegge le gambe, fino al margine di sicurezza

Un ritmo controllato riduce il dispendio energetico e rende la corsa più sostenibile. Il gruppo, però, può cambiare improvvisamente velocità. Basta una crisi, una sosta più lunga o un errore di valutazione per ritrovarsi ultimi. Il ritmo giusto dipende quindi dal numero di avversari, dalla loro condizione e dalla distanza che separa la coda del gruppo.

La posizione conta quanto il cronometro

Nelle prime ore l’obiettivo razionale è restare lontani dalla zona di eliminazione senza inseguire prestazioni inutili. Quando il gruppo si assottiglia, la posizione diventa più visibile e ogni giro assume la forma di una piccola gara. Gli ultimi metri possono trasformarsi in uno sprint dopo decine di chilometri.

La tattica più efficace alterna economia e controllo: osservare chi fatica, mantenere un piccolo cuscinetto sull’ultimo, evitare di farsi chiudere nelle curve e arrivare alla zona di assistenza con una procedura già organizzata.

Il ruolo decisivo delle pause

In 99LAPS il tempo fermo fa parte della prestazione. Ogni atleta costruisce una routine ripetibile:

  • bere appena tagliato il rilevamento;
  • assumere carboidrati in piccole dosi regolari;
  • controllare piedi, vesciche e sfregamenti;
  • cambiare strato quando temperatura e umidità cambiano;
  • ricevere informazioni sulla posizione e sul numero di atleti rimasti;
  • tornare alla partenza con qualche secondo di margine.

La qualità dell’assistenza cresce di importanza con il passare delle ore. Cibo già porzionato, materiali ordinati e comunicazioni brevi riducono il carico mentale. Una pausa confusa può far perdere lo start; una pausa efficiente restituisce controllo.

Con gli atleti insisto spesso su questo punto nelle gare lunghe: la routine di assistenza va provata in allenamento. Quando sei stanco, anche aprire una confezione, scegliere cosa mangiare o ricordarti dove hai lasciato una maglia può rubare tempo e lucidità.

99LAPS e Backyard Ultra: somiglianze e differenze

Il paragone più naturale è con la Backyard Ultra. Entrambe usano partenze scandite, circuito ripetuto e recupero tra una tornata e l’altra. L’esperienza di gara cambia in modo profondo.

  • Distanza del giro: 1,2 km in 99LAPS, 6,706 km nella Backyard.
  • Frequenza: una partenza ogni 15 minuti contro una partenza ogni ora.
  • Eliminazione: 99LAPS elimina in base all’ultima posizione e alle uscite dal giro; la Backyard richiede di completare il giro entro l’ora e ripartire, finché resta un solo atleta capace di chiudere un ultimo giro.
  • Durata: 99LAPS ha un tetto di 99 tornate e 24 ore e 45 minuti; una Backyard può proseguire per giorni.
  • Pressione tattica: in 99LAPS la velocità degli avversari influenza direttamente la sopravvivenza. Nella Backyard il riferimento principale è il limite dell’ora.

99LAPS comprime la logica della Backyard in cicli più brevi e aggiunge il pericolo dell’ultimo posto. Il formato produce più contatto visivo, più decisioni e una classifica che cambia ogni quarto d’ora.

I risultati della prima edizione

La gara di Essen ha portato 128 atleti nella classifica ufficiale. Dopo 25 giri ne restavano 100; dopo il giro 50 erano 66; al giro 75 erano ancora 37. Il gruppo si è ridotto a dieci atleti dopo il giro 90 e a cinque dopo il giro 95.

  1. Norman Junker – vincitore, 99 giri e 118,8 km
  2. Alessandro Cervo – eliminato al giro 99
  3. Florian Neuschwander – eliminato al giro 98
  4. Jelani James – eliminato al giro 97
  5. Tim Wenisch – eliminato al giro 96
  6. Dom Stroh – eliminato al giro 95
  7. Jozef Kapicak – eliminato al giro 94
  8. Alexander Wendt – eliminato al giro 93
  9. Nino Lewe – eliminato al giro 92
  10. Pascal Rüeger – eliminato al giro 91

La migliore donna è stata Delia Binninger, 23ª assoluta, eliminata al giro 84 dopo aver completato oltre 99 chilometri. La classifica unica è un altro elemento leggibile del format: uomini e donne condividono circuito, partenze e meccanismo di eliminazione.

Perché 99LAPS è interessante

Rende visibile la strategia

In molte ultramaratone il pubblico vede passaggi distanti e fatica a capire cosa stia cambiando. Qui ogni quarto d’ora offre una partenza, un arrivo e un’eliminazione. Le scelte diventano leggibili: chi aumenta il ritmo, chi guadagna recupero, chi resta vicino alla coda.

Unisce velocità e resistenza

Il circuito corto favorisce chi sa correre efficiente, ma le ultime tornate richiedono ancora capacità di accelerare. Un atleta puramente veloce rischia di consumarsi; un ultrarunner molto resistente deve conservare una riserva di ritmo. Il vincitore ideale possiede entrambe le qualità.

Crea tensione senza attendere il finale

Ogni giro porta una conseguenza definitiva. Anche le prime ore contano e il pubblico può seguire la gara senza conoscere distacchi, proiezioni o tabelle complesse. Il nome dell’eliminato racconta subito cosa è successo.

Ha una durata finita

Il tetto di 99 giri rende l’evento programmabile per organizzatori, atleti, assistenze e produzione video. Il pubblico sa quando arriverà il finale e la gara può costruire una progressione narrativa precisa.

I punti da migliorare dopo la prima edizione

Il debutto ha mostrato anche dove il regolamento pubblico può diventare più preciso. Con 128 classificati e 127 uscite, serve spiegare in anticipo quanti atleti possono essere eliminati in ciascun giro quando il campo supera quota 100. Sarebbe utile pubblicare anche criteri chiari per ritiri simultanei, mancate partenze, parità al rilevamento e neutralizzazioni.

Una spiegazione più dettagliata renderebbe la gara ancora più accessibile al pubblico. Il fascino di 99LAPS nasce dalla semplicità; la trasparenza operativa permette di conservarla anche quando la situazione reale diventa complessa.

Come prepararsi a una gara come 99LAPS

La preparazione richiede lunghi specifici e sessioni costruite sul ritmo dell’evento. Un allenamento utile può prevedere blocchi da 1,2 chilometri con partenza ogni 15 minuti, iniziando da 10-12 ripetizioni e aumentando gradualmente. L’obiettivo è trovare una velocità che lasci alcuni minuti di pausa senza trasformare ogni giro in una prova intensa.

Vanno allenate anche le azioni tra una partenza e l’altra: bere, mangiare, cambiarsi e tornare sulla linea. Durante la gara vera, quei gesti devono essere automatici.

Se dovessi preparare un atleta per 99LAPS, cronometerei anche la pausa: ingresso nell’area, bevuta, carboidrati, eventuale cambio e ritorno sulla linea. Il test serve a costruire una sequenza semplice, eseguibile anche di notte e con le gambe pesanti.

Le ultime ripetizioni possono includere un’accelerazione controllata. È lì che il formato presenta il conto: dopo molte ore di economia, serve ancora una marcia per evitare l’ultimo posto.

Un format con un futuro

La prima edizione ha dimostrato che una gara di ultraresistenza può essere raccontata con la chiarezza di un torneo. Il circuito corto avvicina il pubblico, la partenza ogni 15 minuti scandisce la giornata e l’eliminazione crea una tensione continua.

99LAPS mette insieme 118,8 chilometri, quasi 25 ore di competizione e una domanda ripetuta 99 volte: quanta energia puoi risparmiare restando comunque davanti all’ultimo?

Norman Junker ha trovato la risposta fino alla fine. Tutti gli altri hanno lasciato la gara un giro alla volta.

Correte e fate l’amore.

Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui. Ho scritto un libro best seller sul running: Il Cammino del Runner, 6 chiavi per diventare il runner che sei destinato ad essere.

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Last modified: 27 Luglio 2026
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