La Adidas Supernova Prima 3 è una bella scarpa, nel senso più concreto del termine: ben costruita, pulita nel design e piacevole da usare. La sensazione di corsa sorprende perché prende una strada diversa rispetto a molte daily trainer popolari oggi. La schiuma è abbastanza secca, il piede resta appoggiato sopra la piattaforma e la transizione è controllata. Manca quell’effetto marshmallow che domina la categoria, e per noi è un pregio quando si vuole correre senza affondare a ogni passo.
La Supernova Prima 3 offre sostegno senza sembrare una vecchia scarpa antipronazione. La base, il tallone e il sistema Drive Your Ride tengono la rullata composta. La scarpa funziona bene nei lenti, nei lunghi e negli allenamenti quotidiani, soprattutto per chi preferisce sentire una piattaforma presente sotto il piede. La risposta resta più fluida che esplosiva: accelera con dignità, mentre per lavori veloci e gare sceglieremmo qualcosa di più leggero e aggressivo.
Il limite principale è il grip. Su asfalto asciutto fa il suo dovere; su bagnato, pavé, vernice stradale e curve sporche la fiducia scende. La suola Lighttraxion riduce materiale e peso, però qui avremmo preferito una gomma più tenace. RunRepeat aveva misurato un coefficiente di trazione molto alto, 0,69, sulla Supernova Prima 2. La terza versione cambia la suola e la nostra esperienza racconta un risultato meno rassicurante: il dato della generazione precedente non va trasferito automaticamente alla nuova.
Il verdetto è positivo. La Prima 3 è una daily trainer stabile, moderna e piacevolmente ferma. La consigliamo a chi accumula chilometri, a chi vuole un aiuto leggero nella guida del passo e a chi si è stancato di scarpe altissime che sembrano cuscini instabili. Chi cerca morbidezza estrema o una presa impeccabile sul bagnato troverà alternative più centrate.

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Vedi Adidas Supernova Prima 3 su Top4RunningIl verdetto
La Supernova Prima 3 in una frase
Una daily trainer stabile e piacevole, con una schiuma più secca delle scarpe morbide di moda oggi. Protegge e guida bene, mentre il grip sul bagnato resta così così.
Il carattere della Prima 3 emerge nei primi minuti. Il piede trova una base ampia e prevedibile, il tallone entra in una struttura sicura e l’intersuola assorbe senza collassare. Il comfort c’è, semplicemente viene costruito attraverso controllo e continuità invece che con una compressione molto profonda. Dopo diverse scarpe super morbide questa risposta può sembrare quasi tradizionale. Dopo qualche chilometro diventa facile apprezzarne la pulizia.
Adidas presenta il modello come scarpa per distanze lunghe e con supporto alla pronazione. La definizione pratica che useremmo è “daily trainer guidata”. La geometria aiuta a mantenere il piede centrato, il bordo del tallone accompagna l’atterraggio e la parte inferiore più ferma stabilizza la schiuma superiore. La guida si sente senza imporre un movimento artificiale.
Cosa ci piace
- Stabilità ben dosata. La scarpa sostiene e guida senza diventare rigida o invadente.
- Schiuma piacevolmente secca. Protegge dall’asfalto e lascia un appoggio leggibile.
- Comfort sulle distanze. La piattaforma resta ordinata quando i chilometri aumentano.
- Transizione fluida. Il rocker e il tallone smussato aiutano soprattutto chi appoggia dietro.
- Costruzione curata. Tomaia, linguetta e collarino danno una sensazione premium.
Cosa ci convince meno
- Grip così così. Sul bagnato e sulle superfici lisce manca la sicurezza delle migliori gomme.
- Poca magia ai ritmi veloci. La risposta è progressiva, con poca esplosività.
- Feeling fermo. Chi ama scarpe molto morbide potrebbe trovarla meno coccolosa del previsto.
- Peso da daily trainer strutturata. I 275 grammi dichiarati da Top4Running sono ragionevoli, senza renderla leggera.
- Prezzo pieno importante. A 170 euro entra in una fascia piena di rivali forti.
Specifiche tecniche Adidas Supernova Prima 3
| Voce | Supernova Prima 3 |
|---|---|
| Categoria | Daily trainer da strada con supporto e ammortizzazione medio-alta |
| Intersuola | Dreamstrike Pro con sistema Drive Your Ride |
| Stack dichiarato | 38 mm tallone / 30 mm avampiede |
| Drop | 8 mm |
| Peso uomo dichiarato | 275 g |
| Suola | Lighttraxion |
| Tomaia | Primeweave con linguetta in maglia |
| Calzata | Standard; Adidas consiglia la taglia abituale |
| Piastra | Assente |
| Prezzo di listino rilevato | 170 euro |
Le specifiche provengono dalle schede italiane Adidas e Top4Running. Sul mercato circolano numeri diversi per peso e geometria, spesso legati a taglie, varianti uomo-donna o schede non aggiornate. Per questa recensione usiamo 38/30 mm, drop 8 mm e 275 grammi perché sono i dati associati al codice uomo KI3182 disponibile in Italia.
Cosa cambia davvero rispetto alla generazione precedente
La novità che definisce la Prima 3 è Dreamstrike Pro. Adidas sostituisce la Dreamstrike+ della versione precedente e riorganizza il sistema di supporto: i vecchi Support Rods lasciano spazio a Drive Your Ride, una struttura più continua che combina una schiuma superiore più confortevole con uno strato inferiore stabile. Anche la suola Lighttraxion viene ridisegnata per contenere volume e peso.
I test di laboratorio RunRepeat sulla Supernova Prima 2 offrono un riferimento utile. Il campione pesava 264 grammi, misurava 36,7 mm al tallone e 28,7 mm davanti, con drop reale di 8 mm. L’assorbimento degli impatti arrivava a 127 SA dietro e 110 SA davanti; il ritorno di energia era 66,9% al tallone e 69% all’avampiede. La Dreamstrike+ misurava 33,7 AC e lo strato secondario 45,2 AC. Questi dati descrivono la base di partenza della famiglia, mentre la Prima 3 usa schiuma, geometria e supporto differenti.
Il confronto spiega bene il nostro feeling. La Prima era già costruita attorno all’equilibrio tra schiuma elastica e struttura più ferma. La terza versione conserva quel principio e lo rende più uniforme. La corsa sembra meno segmentata sotto il piede, con una transizione pulita e senza zone che lavorano ciascuna per conto proprio.
| Dato | Prima 3 | Lettura pratica |
|---|---|---|
| Intersuola | Dreamstrike Pro + Drive Your Ride | La 3 distribuisce il supporto in modo più continuo. |
| Stack | 38 / 30 mm dichiarati | Profili simili; metodi e campioni cambiano. |
| Drop | 8 mm dichiarati | Impostazione coerente e adatta a molti appoggi. |
| Peso | 275 g dichiarati | Numeri non confrontabili senza la stessa taglia e lo stesso metodo. |
| Trazione | Valutazione EAC: così così sul bagnato | La nuova suola va giudicata come componente diversa. |
| Feeling | fermo, stabile, fluido | La 3 privilegia una corsa controllata. |
Intersuola e sensazioni di corsa
Dreamstrike Pro porta il nome “Pro”, eppure la Prima 3 resta una scarpa da allenamento. La schiuma cede quanto basta per togliere durezza all’asfalto, poi oppone una resistenza progressiva. Il piede affonda poco e riceve una base concreta da cui ripartire. La sensazione è più vicina a un materasso compatto di qualità che a un divano morbidissimo.
Questa fermezza relativa funziona nei giorni in cui si vuole correre rilassati mantenendo una meccanica ordinata. Quando le gambe sono stanche, la piattaforma continua a dare riferimenti. Nei lunghi il beneficio cresce: la scarpa evita il movimento laterale eccessivo che alcune max-cushion molto morbide sviluppano quando il runner perde tono.
Il ritorno è sufficiente per correre a ritmo medio, con una spinta rotonda e mai violenta. Nei progressivi si lascia portare finché il ritmo resta controllato. Avvicinandosi a ritmi da 10 km o a ripetute brevi, massa e geometria iniziano a farsi sentire. La Prima 3 accelera, però non invita a cercare un altro cambio di passo.
Stabilità e supporto alla pronazione
La stabilità è uno dei motivi migliori per scegliere questa scarpa. Adidas la indica anche per iperpronazione, ma il comportamento resta più moderno di una tradizionale scarpa con inserto mediale duro. La guida arriva dalla forma: base larga, tallone ben contenuto, pareti laterali e uno strato inferiore più stabile. Il piede riceve aiuto lungo tutta la transizione.
La vediamo bene per runner neutri che amano una base sicura e per chi mostra una pronazione lieve o moderata quando aumenta la fatica. Una scarpa da sola non corregge ogni meccanica e non sostituisce una valutazione quando esiste dolore. Qui il punto è semplice: rispetto a molte daily trainer morbide, la Prima 3 lascia meno movimento incontrollato.
I tallonatori sono probabilmente i più avvantaggiati. Lo smusso posteriore accoglie il primo contatto e porta il carico verso il centro. Chi appoggia di mesopiede trova una piattaforma ampia e regolare. Un runner molto avanzato sull’avampiede può usarla, ma potrebbe desiderare più flessibilità e più vivacità davanti.

Calzata, tomaia e comfort
La Prima 3 veste regolare. Adidas consiglia la taglia abituale e la nostra esperienza va nella stessa direzione. La forma offre spazio sufficiente davanti senza sembrare larga, mentre il tallone rimane fermo. La linguetta in maglia si adatta bene al collo del piede e distribuisce la pressione dei lacci.
Il Primeweave ha un aspetto curato e una struttura sufficiente per collaborare con la base stabile. Il piede resta centrato, dettaglio importante in una scarpa alta. La tomaia precedente aveva ottenuto soltanto 2/5 nel test di traspirabilità RunRepeat; la Prima 3 usa una costruzione rinnovata. Nei nostri test il comfort è stato buono, senza una sensazione particolarmente ariosa. In estate preferiremmo calze sottili.
Chi ha un piede largo dovrebbe cercare la variante Wide quando disponibile. Salire di mezzo numero può creare lunghezza inutile e ridurre il controllo del tallone. Chi ha un piede molto stretto farà bene a verificare il bloccaggio laterale durante una breve corsa, non soltanto camminando in negozio.

Grip e durata
La suola Lighttraxion è il capitolo più debole. Su asfalto asciutto la presa basta e la transizione è silenziosa. Cambiando superficie, la situazione diventa meno brillante. Sul bagnato, sulle strisce verniciate e sul pavé bisogna accorciare il passo e lasciare più margine in curva. “Grip così così” è la definizione più onesta.
Qui la storia della famiglia richiede attenzione. RunRepeat misurava 0,69 sulla Prima 2, un risultato eccellente nel proprio test di trazione, mentre segnalava anche dubbi sulla durata della suola. La Prima 3 ha una configurazione Lighttraxion differente. La nostra sensazione sul campo pesa più del numero della scarpa precedente: la nuova versione non ci dà la stessa fiducia che associamo alle migliori suole Continental o ASICSGRIP.
Sulla durata serve più tempo prima di promettere un chilometraggio. Il disegno distribuisce il materiale nelle zone principali e l’intersuola ferma dovrebbe mantenere bene la propria geometria. Il punto da controllare è la gomma nelle aree di appoggio più ripetute, soprattutto per chi trascina il piede o corre spesso su asfalto abrasivo.

Dove funziona meglio
Lenti e recuperi
È uno dei suoi ambienti naturali. La scarpa protegge, stabilizza e consente di correre senza pensare troppo all’appoggio. Chi ama una sensazione molto morbida potrebbe preferire altro; chi vuole una corsa composta la troverà piacevole.
Lunghi e preparazione maratona
La Prima 3 nasce per accumulare chilometri. Il supporto diventa utile quando la forma si sporca e la struttura del tallone evita una sensazione vaga. Per una maratona corsa con priorità al comfort può essere una candidata, soprattutto per runner che non inseguono la leggerezza di una supershoe.
Medi e progressivi
La schiuma risponde abbastanza per sostenere ritmi medi e progressioni lunghe. Il passaggio da lento a sostenuto è fluido. La scarpa arriva al proprio limite quando si chiede una risposta secca e immediata: resta allenante, mai elettrica.
Ripetute e gare brevi
Si possono fare, specialmente dentro una settimana con una sola scarpa. La massa e la guida rendono però meno divertenti le ripetute brevi. Per lavori veloci preferiamo la Adidas Hyperboost Edge o una scarpa Adizero; per una daily trainer più morbida e libera, la ASICS Novablast 6 rappresenta quasi l’opposto filosofico.
Per chi è indicata
La consigliamo a
- runner che cercano una daily trainer stabile per molti chilometri;
- tallonatori e runner di mesopiede che apprezzano una transizione guidata;
- chi trova eccessivamente morbide o instabili molte scarpe moderne;
- runner neutri che desiderano più sicurezza e persone con necessità di supporto leggero;
- chi prepara mezza maratona o maratona e vuole una scarpa affidabile per lenti e lunghi.
La proveremmo con cautela se
- cerchi una sensazione molto morbida e un affondamento evidente;
- corri spesso su pavé bagnato o superfici lisce;
- vuoi una sola scarpa soprattutto per ripetute e gare;
- hai un piede molto stretto e fai fatica a bloccare scarpe spaziose;
- preferisci sentire molto il terreno sotto l’avampiede.
Se il dubbio riguarda supporto e pronazione, la nostra guida completa alla scelta delle scarpe da running aiuta a distinguere stabilità, comfort e reale necessità. La prova migliore resta una corsa di alcuni minuti con la propria taglia, includendo curve e qualche tratto a ritmo sostenuto.
Quale taglia scegliere
Scegli la misura che usi di solito nelle Adidas da allenamento. Lascia circa un dito di spazio davanti e prova la scarpa con le calze dei lunghi. Il tallone deve rimanere fermo senza stringere eccessivamente i lacci. Se il piede è largo, cerca la versione Wide; se è stretto, controlla che la parte mediale non scivoli durante la rullata.
Per acquisti online conviene ragionare in centimetri e confrontare la misura interna indicata nella guida Adidas con una scarpa che già funziona. Le conversioni EU possono cambiare tra marchi. La Supernova Prima 3 ha una vestibilità standard e non richiede di salire automaticamente di mezzo numero.
Alternative alla Adidas Supernova Prima 3
- ASICS Novablast 6. Più morbida e più libera, con maggiore divertimento davanti e minore stabilità. Leggi la nostra recensione completa.
- Adidas Hyperboost Edge. Più vivace e adatta a ritmi brillanti, mantenendo un buon livello di protezione. Qui trovi la recensione EAC.
- Brooks Glycerin. Daily trainer premium con comfort tradizionale e una transizione molto prevedibile.
- Brooks Ghost Max. Base larga e geometria stabile per chi privilegia protezione e durata.
- Supernova Prima 2. Ha senso se trovata in forte sconto e se grip e fit funzionano per il proprio piede; la 3 offre una costruzione più moderna e uniforme.
Voto finale
| Voce | Voto EAC | Commento |
|---|---|---|
| Comfort | 8,7/10 | Accogliente e protettiva, con una schiuma ferma il giusto. |
| Calzata | 8,6/10 | Regolare, ben bloccata e disponibile anche Wide in alcuni mercati. |
| Grip | 6,8/10 | Adeguato sull’asciutto, meno rassicurante sul bagnato. |
| Reattività | 7,6/10 | Fluida ai ritmi quotidiani, poco esplosiva quando si accelera. |
| Stabilità | 9/10 | Il punto forte: guida moderna, base sicura e tallone ordinato. |
| Versatilità | 8,2/10 | Molto buona per lenti, lunghi e medi; meno adatta alle ripetute. |
| Costruzione | 8,8/10 | Primeweave, Dreamstrike Pro e finiture danno una sensazione premium. |
| Valutazione complessiva | 8,3/10 | Bella, stabile e piacevolmente secca; il grip limita un voto più alto. |
La Adidas Supernova Prima 3 interpreta bene una daily trainer moderna senza inseguire la morbidezza estrema. Sotto il piede c’è una schiuma secca e piacevole, attorno al piede una costruzione sicura, durante la corsa una guida discreta. È una scarpa che aiuta a fare chilometri con ordine.
Il grip rimane la riserva principale e la risposta veloce non è il suo talento. Per lenti, lunghi e allenamenti quotidiani la promuoviamo. Per chi vuole una base stabile e ha nostalgia di scarpe leggibili, senza rinunciare a geometrie e materiali attuali, è una delle proposte più interessanti della famiglia Supernova.
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Scopri Esco a Correre AcademyFonti e dati tecnici
Le sensazioni di corsa, il verdetto e i voti sono valutazioni EAC. Le specifiche della Prima 3 derivano dalle schede italiane del prodotto; i numeri di laboratorio citati riguardano la Supernova Prima 2 e servono come riferimento generazionale, senza essere attribuiti alla nuova scarpa.
- RunRepeat — Adidas Supernova Prima 2: test di laboratorio.
- Adidas Italia — Supernova Prima 3 KI3182.
- Fordy Runs — Adidas Supernova Prima 3 review.
- All4Running — Adidas Supernova Prima 3 review.
- Top4Running — Adidas Supernova Prima 3.
Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui. Ho scritto un libro best seller sul running: Il Cammino del Runner, 6 chiavi per diventare il runner che sei destinato ad essere.
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