La sfida tra due super-scarpe da gara: quale è più adatta al tuo stile?
Indice Articolo
- Introduzione
- Specifiche tecniche & dati
- Filosofia progettuale e differenze chiave
- Sensazioni in corsa & performance
- Destinazione d’uso realistica
- Pro & Contro finali
- La nostra valutazione della Edge
- Conclusione & consigli di scelta
Introduzione
Nel 2025, ASICS aggiorna la serie Metaspeed e introduce le versioni Tokyo, pensate per i Mondiali (e come evoluzione della serie Paris). Queste varianti non sono semplicemente upgrade estetici: incorporano nuove schiume, un ripensamento della stratificazione della piastra in carbonio e un design pensato per due filosofie di corsa distinte: stride e cadence.
Lo scopo di questa recensione è offrirti il confronto più completo e tecnico tra Sky Tokyo e Edge Tokyo, per capire davvero cosa cambia — e come scegliere in base al tuo running.
Specifiche tecniche & dati
| Caratteristica | Sky Tokyo | Edge Tokyo |
|---|---|---|
| Peso dichiarato / testato | ~170 g (US 9) | ~159 g (US 9) |
| Altezza tallone / avampiede (stack) | 39.5 mm / 34.5 mm | Stessa misura (≈ 40 / 35 mm) |
| Drop | 5 mm | 5 mm (stessa) |
| Schiume / Stratificazione | Dual-foam: FF Leap sotto la piastra, FF Turbo+ sopra | Inverso: FF Leap sopra la piastra, FF Turbo+ sotto |
| Posizionamento piastra & geometria | Piastra posizionata relativamente alta rispetto all’intersuola (più vicino al piede), con design “piatto” per favorire spinta verticale anche in stride. | Piastra più bassa rispetto alla suola (più vicina all’outsole), con angolazione più marcata verso l’avampiede (spoon / tilt) per favorire una propulsione in avanti e un passo compatto. |
| Suola / Grip | ASICSGRIP, con zone “cut-out” per ridurre peso nei punti meno sollecitati | Stessa mescola ASICSGRIP, con copertura più consistente in alcune zone per compatibilità con la maggiore pressione verso il basso della piastra. |
Filosofia progettuale e differenze chiave
Stratificazione e posizione piastra
Il vero “cuore nascosto” delle differenze tra Sky Tokyo e Edge Tokyo è come ASICS ha disposto la piastra in carbonio e le schiume attorno a essa:
- Sky Tokyo → qui la piastra è posizionata più in alto (più vicina al piede). In pratica, il runner “tocca” la piastra prima, con meno schiuma tra piastra e outsole. Questo favorisce una reattività più rapida e spinta verticale. Inoltre la stratificazione mette FF Leap sotto la piastra (quindi verso la suola) e FF Turbo+ sopra la piastra (verso il piede).
- Edge Tokyo → il contrario: la piastra è collocata più in basso nell’intersuola, spesso con un angolo più pronunciato verso l’avampiede. Lo strato FF Leap è sopra la piastra, mentre lo strato FF Turbo+ è sotto. Questo “rovesciamento” stabilizza la zona del tallone e rende la transizione più fluida per chi corre con cadenza elevata.
ASICS sintetizza questa differenza dicendo:
“La piastra piatta della SKY propulsa verticalmente per lunghezze estese, mentre la piastra inclinata della EDGE propulsa verso l’avanti per accelerare la cadenza.”
Obiettivo di stile di corsa: “Stride vs Cadence”
- Sky è pensata per corridori che incrementano la velocità allungando la falcata (“stride runners”) — chi tende a spingere con naturalezza e può “allungare” il passo mantenendo efficacia.
- Edge è per chi incrementa la velocità aumentando la cadenza (“cadence runners”) — chi preferisce un ritmo più rapido di passi, con meno spinta per passo ma più frequenza.
Questa distinzione teorica ha senso, ed è rivoluzionaria, ma nella pratica molti runner si collocano in una zona intermedia. L’idea è che scegliendo in base al tuo strumento (la scarpa) potresti “guadagnare” quei decimi extra, soprattutto in gara.
Sensazioni in corsa & performance
Sky Tokyo
Pro
- La risposta è esplosiva: grazie alla piastra viva e al posizionamento alto, il “pop” si sente nettamente ad andature elevate.
- Eccellente “energy return”: in test di laboratorio con Sky Tokyo si è misurato ~78 % di restituzione energetica (tallone e avampiede) — ai livelli migliori del mercato.
- Grip ottimo: la mescola ASICSGRIP e il design dell’outsole garantiscono tenuta anche su superfici umide.
- Ventilazione e leggerezza: l’upper MotionWrap 3.0 è molto traspirante e contenuto nel peso.
Contro / limiti
- Stabilità: il tallone è stretto e l’ammortizzazione nel retro è piuttosto morbida, per cui in fase di affaticamento o in discesa potrebbe risultare instabile per alcuni runner.
- Attivazione della piastra: ho notato che la piastra non “scatta” subito, perché la schiuma di base (FF Leap sotto la piastra) è morbida e può assorbire parte dell’energia.
- Comfort su lunghe distanze: “migliore per mezze” o gare fino a maratona, ma non pienamente stabile per maratone lunghe per tutti i runner.
Edge Tokyo
Pro
- Maggiore stabilità nel tallone: grazie alla configurazione a piastra più bassa e la schiuma FF Turbo+ sotto, il tallone “cede” meno e si avverte più controllo.
- Ride più fluido in transizione: la geometria inclinata e la stratificazione aiutano la spinta in avanti e un passaggio più morbido verso l’avampiede.
- Comfort iniziale e versatilità: Believe in the Run segnala che Edge Tokyo ha un passo-in migliore, grazie all’ammortizzazione e al setup più “accessibile”.
- Grip e performance coerenti: anche l’Edge mantiene l’ottimo grip e la propulsione da scarpa da gara.
Contro / limiti
- Meno “scatto” estremo rispetto alla Sky: chi ama la sensazione di trampolino puro può trovare l’Edge un po’ più “dolce” nella spinta.
- Peso simile ma leggermente superiore rispetto alla Sky nel modello equivalente.
- La differenza tra Sky e Edge è sottile: per molti runner la scelta sarà soggettiva e difficile da percepire senza test specifici.
Destinazione d’uso realistica
Alla luce delle prove e dei feedback:
- Gare 5 km / 10 km / mezza maratona → entrambe le scarpe danno il meglio fino a queste distanze. Sky tende ad essere più “vivace” nei ritmi elevati, Edge un po’ più conservatrice ma più gestibile.
- Maratona → non sono “scarpe da comfort estremo” e la stabilità nei minuti finali dipende molto dal runner (forza, tecnica, scarsa fatica). Io le ho usato scelto le Edge nella Maratona di Sydney e fino all’ultimo km le ho apprezzate. Le sceglierei rispetto alle Sky, ma dipende da ritmo e cadenza. Per atleti un po’ più lenti probabilmente meglio le Sky.
- Ritmi target → Possono essere utili anche a runner con obiettivi meno “elité”, purché abbiano una solida preparazione e tecnica per gestire la scarpa ad alta reattività.
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Pro & Contro finali
Sky Tokyo
Vantaggi
- Spinta esplosiva e reattività elevata
- Stiffness della piastra molto robusta
- Grip eccellente
- Estrema leggerezza
Svantaggi
- Stabilità al tallone sotto sforzo
- Attivazione posteoria della piastra possibile
- Comfort meno generoso su maratone lunghe
- Scarno nei supporti (settore tallone relativamente debole)
Edge Tokyo
Vantaggi
- Maggiore controllo al tallone
- Transizione dolce verso l’avampiede
- Versatile e gestibile anche per runner “non élite”
- Grip e prestazioni coerenti
Svantaggi
- Meno “scatto puro” rispetto alla Sky
- Differenze non radicali: può sembrare “rumorosa da riconoscere”
- Peso leggermente più alto e meno sensazione di “invisibilità”
La nostra valutazione della Edge
| Parametro | Valutazione (1-10) | Peso (%) | Punteggio |
|---|---|---|---|
| Peso & Stack Ratio | 10 | 10% | 10.0 |
| Energy Return | 9 | 20% | 18.0 |
| Comfort & Fit | 7 | 20% | 14.0 |
| Stabilità | 9 | 15% | 13.5 |
| Versatilità | 9 | 10% | 9.0 |
| Durata | 7 | 10% | 7.0 |
| Grip | 7 | 10% | 7.0 |
| Prezzo/Valore | 8 | 5% | 4.0 |
Totale IEC: 82.5 / 100 ✅

Conclusione & consigli di scelta
Le Sky Tokyo e Edge Tokyo non sono semplici varianti: sono due visioni diverse di cosa significa “gareggiare veloce” con le super-scarpe.
Se dovessi sintetizzare:
- Scegli Sky se ti riconosci nel runner che aumenta la velocità “allungando la falcata”, ama la risposta esplosiva e ha già tecnica e forza per gestire scarpe aggressive.
- Scegli Edge se punti a una spinta più fluida, vuoi più stabilità (almeno percepita) e ami “correre con cadenza”, o se vuoi un compromesso che resti sfruttabile su distanze varie.
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Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui.
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