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ASICS Novablast 6 recensione: più morbida, meno stabile

ASICS Novablast 6 recensione dopo 100 km: comfort, grip, reattività, stabilità, pronazione e confronto con Novablast 5 usando i dati RunRepeat.

ASICS NOVABLAST 6

Dopo 100 km con la ASICS Novablast 6 la nostra opinione è abbastanza netta: è comodissima, calza giusta, ha un grip migliore e sotto il piede sembra più morbida della Novablast 5. Insieme al comfort arriva però il suo limite più importante. Il piede affonda di più, la piattaforma guida meno e la scarpa tende ad amplificare la pronazione in chi già cede verso l’interno.

Abbiamo visto questa dinamica anche nei test fatti con alcuni nostri atleti. La sensazione ricorda, con proporzioni diverse, quella della Adidas Adizero Evo SL: grande piacere di corsa, tanta libertà, poca voglia di correggere il piede quando la meccanica si sporca. La pronazione resta un movimento naturale e non equivale automaticamente a un problema; qui conta quanto aumenta rispetto alla scarpa abituale e come il runner la gestisce quando si stanca.

C’è poi la questione reattività. La Novablast 6 ci è sembrata meno pronta della 5, soprattutto correndo di tallone o mesopiede. I dati di laboratorio di RunRepeat aiutano a capire perché: il ritorno di energia misurato al tallone scende dal 63,6% della 5 al 55,4% della 6. Davanti succede il contrario, grazie all’inserto FF TURBO²: 69,1% contro 66,5%. Due numeri che raccontano una scarpa più dipendente da dove e come la carichi.

Quindi è peggiorata? Per alcuni runner sì, per altri no. Chi cercava una Novablast più accogliente e con una spinta evidente sull’avampiede troverà un aggiornamento piacevole. Chi amava la base larga, la stabilità e il rimbalzo facile della 5 potrebbe preferire la vecchia versione, magari comprata in saldo senza farsi ipnotizzare dal numero nuovo sulla scatola.

Asics Novablast 6
Runner con ASICS Novablast 6 durante una corsa su strada
La Novablast 6 resta una daily trainer comoda e piacevole per molti chilometri. Foto: Top4Running.

Taglie e colori

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Il verdetto dopo 100 km

La Novablast 6 in una frase

Una daily trainer molto comoda e più morbida nella sensazione, con grip migliorato e una bella risposta sull’avampiede. Rispetto alla 5 perde appoggio e precisione: chi tende a pronare deve provarla con attenzione.

La prima qualità si sente appena si parte. La scarpa accoglie il piede, la rullata viene facile e l’intersuola toglie durezza all’asfalto. Nei lenti e nei lunghi tranquilli la Novablast 6 sa farsi voler bene. Anche la calzata aiuta: il numero corrisponde alle aspettative, il tallone resta in sede e davanti c’è spazio sufficiente senza quella sensazione da scarpa larga che costringe a tirare i lacci come un corsetto.

La seconda faccia emerge aumentando il ritmo oppure arrivando stanchi. La morbidezza diventa meno controllata, soprattutto sul lato mediale. Il piede scende dentro la schiuma e la base, più stretta rispetto alla 5, offre meno margine. Un runner neutro e abbastanza solido può vivere questa libertà come naturale. Chi ha una pronazione marcata o perde controllo nelle uscite lunghe può avvertire la scarpa come vaga.

Cosa ci piace

  • Comfort immediato. Si può usare per tanti chilometri senza un lungo rodaggio.
  • Calzata corretta. Il fit è regolare e il piede resta ben alloggiato.
  • Sensazione più morbida. L’avampiede con FF TURBO² si comprime e restituisce una corsa piacevole.
  • Grip migliorato. La suola dà più fiducia rispetto alla 5, anche quando il fondo è meno pulito.
  • Peso ben gestito. RunRepeat ha misurato 249 grammi, cinque in meno della 5 nel proprio campione.

Cosa ci convince meno

  • Stabilità inferiore alla 5. La base è più stretta e il piede affonda di più.
  • Pronazione più evidente in alcuni atleti. È un’osservazione di campo da considerare, senza trasformarla in una diagnosi universale.
  • Risposta al tallone meno brillante. Il dato RunRepeat conferma la sensazione avuta nei nostri 100 km.
  • Un pelino calda. Il mesh lascia passare aria, mentre collarino e volume interno trattengono più calore di quanto ci aspettassimo.
  • Meno universale. La 5 perdonava una gamma più ampia di appoggi e livelli di fatica.

Specifiche tecniche ASICS Novablast 6

VoceDati ASICSMisurazioni Nostre + Run Repeat
CategoriaDaily trainer neutra, massima ammortizzazioneDaily trainer neutra
IntersuolaFF BLAST MAX con inserto FF TURBO² nell’avampiedeSchiuma principale 35,1 AC; inserto anteriore 28,8 AC
Stack41,5 mm tallone / 33,5 mm avampiede39,2 mm / 32,1 mm
Drop8 mm7,1 mm
Peso uomocirca 242 g nella misura di riferimento ASICS267 g in 44.5 EU
SuolaASICSGRIP nell’avampiede e gomma AHAR LOabrasione misurata 0,5 mm; spessore 2,7 mm
Tomaiawoven meshtraspirabilità 80 BR con il nuovo metodo RunRepeat
Prezzo di listino rilevato160 euro di listinoGià in offerta su diversi siti

Le differenze tra numeri ufficiali e laboratorio sono normali. Misura della scarpa, punti esatti del taglio e metodo di rilevazione cambiano il risultato. Per confrontare 5 e 6 abbiamo usato soprattutto i dati raccolti dallo stesso laboratorio, così il confronto resta il più coerente possibile.

Calzata, tomaia e comfort

La Novablast 6 calza giusta. Con la misura abituale abbiamo trovato lunghezza corretta, tallone sicuro e un avampiede abbastanza libero per una daily trainer. RunRepeat ha misurato 95,9 mm nella zona più larga della punta e 72,2 mm all’altezza dell’alluce: valori che la collocano in un fit regolare, senza il profilo appuntito di tante scarpe veloci.

La tomaia woven mesh è morbida e si adatta bene al piede. Linguetta e collarino fanno il loro lavoro senza creare punti duri. Il tallone resta stabile dentro la scarpa; il problema di stabilità che abbiamo avvertito arriva sotto, dalla combinazione tra geometria e compressione dell’intersuola, non da un upper che lascia il piede ballare.

Sul caldo il giudizio è più personale. RunRepeat ha misurato una buona ventilazione con il suo nuovo test, mentre nei nostri allenamenti la scarpa è sembrata un pelino calda. Temperatura esterna, calza e ritmo cambiano parecchio la percezione. Per l’estate piena sceglierei una calza sottile e traspirante; non è una sauna, semplicemente non dà quella sensazione ariosa delle tomaie più minimali.

ASICS Novablast 6 vista dall’alto, dettaglio della tomaia woven mesh
Tomaia e zona del collarino della ASICS Novablast 6. Foto prodotto: Top4Running.

Intersuola e sensazioni di corsa

ASICS ha costruito la Novablast 6 con una base FF BLAST MAX e un inserto FF TURBO² nell’avampiede. È il cambiamento che definisce la scarpa. Il blocco anteriore è più morbido nei test RunRepeat rispetto alla schiuma principale e crea quella sensazione di sprofondamento e rimbalzo che si sente caricando bene la parte davanti.

Qui nasce una piccola apparente contraddizione. Al piede la 6 sembra più morbida della 5; il durometro aggiornato di RunRepeat ha misurato invece la schiuma principale della 6 a 35,1 AC contro 30,3 AC della 5, quindi più ferma nel campione testato. L’inserto anteriore della 6 scende a 28,8 AC. La sensazione complessiva dipende dalla zona caricata, dalla profondità della compressione e dalla geometria, non da un singolo numero.

Ai ritmi facili la transizione è rotonda e protettiva. Il rocker porta in avanti senza costringere. Spingendo, la scarpa risponde meglio se l’appoggio si sposta verso l’avampiede. Chi resta molto dietro può sentire una corsa più piatta della 5: tanto materiale sotto il piede, meno ritorno utile nel punto in cui sta applicando la forza.

È davvero meno reattiva della Novablast 5?

La risposta breve è: al tallone sì, davanti no. RunRepeat ha misurato il ritorno di energia della Novablast 6 al 55,4% nel tallone, contro il 63,6% della Novablast 5. La differenza è di 8,2 punti percentuali e va nella stessa direzione della nostra sensazione dopo 100 km.

Nell’avampiede la gerarchia si rovescia. La 6 arriva al 69,1%, la 5 al 66,5%: 2,6 punti percentuali in favore del nuovo modello. È l’effetto più interessante del FF TURBO². Chi corre con appoggio avanzato o riesce a caricare davanti quando accelera può trovare la 6 vivace. Per un tallonatore la parola “reattiva” rischia di essere generosa.

Anche la flessione racconta qualcosa. RunRepeat ha richiesto 15,5 N per piegare la 6 di 30 gradi, contro 11,2 N per la 5. La nuova scarpa è quindi più rigida in flessione longitudinale nel test, pur sentendosi più morbida localmente. Questo mix può produrre una rullata fluida a ritmi medi e meno naturale quando si trotterella piano con appoggio arretrato.

Stabilità e pronazione: il punto debole

La Novablast 5 aveva una base molto larga: RunRepeat misurava 122,3 mm davanti e 97,6 mm al tallone. Sulla 6 i valori scendono a 115,2 e 93,8 mm. Significa 7,1 mm in meno nell’avampiede e 3,8 mm in meno dietro. Per una scarpa alta e morbida sono differenze che si sentono.

Durante i nostri test il piede tende a sprofondare e a muoversi di più verso l’interno. Lo abbiamo visto su Simone e su alcuni atleti confrontando la corsa con scarpe abituali. La Novablast 6 sembra lasciar pronare di più, soprattutto quando l’appoggio arriva dietro, il ritmo è basso e la fatica riduce il controllo. È una caratteristica che ricorda la libertà della Adidas Evo SL, anche se costruzione e destinazione delle due scarpe sono diverse.

Questo non rende la Novablast 6 una scarpa pericolosa. La pronazione assorbe e distribuisce carico, ed è presente in quasi tutti i runner. Il campanello suona quando il movimento aumenta molto rispetto al solito, compare fastidio oppure la caviglia continua a cercare il centro a ogni passo. In quei casi la 5, una daily trainer più larga o una scarpa con supporto leggero possono essere scelte più sensate.

Chi usa plantari dovrebbe provarla insieme al proprio dispositivo. L’altezza e la compressione dell’intersuola possono cambiare il modo in cui il plantare lavora. Una camminata in negozio non basta: servono alcuni minuti di corsa, possibilmente quando le gambe non sono freschissime.

Grip e durata

Il grip è uno dei miglioramenti più convincenti. La disposizione della gomma copre bene le zone di contatto e l’ASICSGRIP nell’avampiede dà più fiducia rispetto alla 5. Su asfalto asciutto la presa è sicura; su fondo umido e nelle curve la scarpa appare meno esitante. Resta una scarpa da strada, quindi fango, rocce bagnate e sterrato tecnico non sono il suo mestiere.

Dopo 100 km la suola del nostro paio non mostra un consumo preoccupante. Anche il test abrasivo di RunRepeat va nella direzione giusta: 0,5 mm di gomma persa contro 0,9 mm sulla Novablast 5. Il dato non permette di promettere un chilometraggio preciso, perché peso, appoggio, superficie e rotazione cambiano tutto. Possiamo però dire che l’avvio è buono.

Suola ASICS Novablast 6 con gomma ASICSGRIP verde
Il disegno della suola e le zone in gomma della ASICS Novablast 6. Foto prodotto: Top4Running.

Dove funziona e dove perde terreno

Lenti e recuperi

È il suo habitat più naturale. Comfort, protezione e rullata rendono piacevoli le uscite facili. Per i runner che cedono molto verso l’interno, però, proprio il ritmo lento può far emergere l’instabilità: meno tensione, più tempo a terra, più occasione per sprofondare.

Lunghi

Può funzionare molto bene nei lunghi aerobici per un runner neutro e stabile. L’ammortizzazione regge, il fit non disturba e la suola ispira fiducia. Chi perde controllo dopo novanta minuti dovrebbe osservarsi con attenzione, perché la fatica può amplificare la deriva mediale.

Medi e progressivi

Quando il passo diventa più attivo la Novablast 6 prende vita, soprattutto se si carica l’avampiede. Nei progressivi offre una buona combinazione tra protezione e spinta. Non ha la precisione di una scarpa da tempo run e il piede può muoversi troppo nelle curve tirate.

Ripetute e gare

Si possono fare, ma esistono strumenti migliori. La 6 pesa poco per la quantità di schiuma e il FF TURBO² spinge bene davanti; mancano però la stabilità, la leggerezza estrema e la risposta netta di una scarpa veloce. La vediamo in gara per runner che privilegiano comfort e protezione, non per chi cerca il massimo rendimento cronometrico.

ASICS Novablast 6 vs Novablast 5

DatoNovablast 6Novablast 5Cosa cambia
Peso RunRepeat
Peso nostro 44.5 eu
249 g
267 g
254 g
262 g
La 6 risparmia 5 g.
La 6 pesa 5 g in più.
Stack laboratorio39,2 / 32,1 mm40,9 / 33,5 mmLa 6 è un poco più bassa nel campione misurato.
Drop laboratorio7,1 mm7,4 mmDifferenza minima.
Ritorno energia tallone55,4%63,6%La 5 è più reattiva dietro.
Ritorno energia avampiede69,1%66,5%La 6 spinge meglio davanti.
Larghezza avampiede115,2 mm122,3 mmLa 6 perde 7,1 mm di piattaforma.
Larghezza tallone93,8 mm97,6 mmLa 6 perde 3,8 mm dietro.
Rigidità flessione15,5 N11,2 NLa 6 è più rigida longitudinalmente.
Abrasione suola0,5 mm0,9 mmLa 6 parte meglio nel test di durata.
Sensazione EACpiù morbida, più liberapiù stabile e uniformeLa scelta dipende da appoggio e priorità.

Se hai già la 5 e ti trovi bene, il passaggio non è obbligatorio. La Novablast 6 offre più piacere davanti, grip migliore e qualche grammo in meno. La 5 conserva una piattaforma più larga, una risposta al tallone superiore e un comportamento più prevedibile. Puoi leggere anche la nostra recensione completa della ASICS Novablast 5.

Per un runner di tallone, pesante o incline alla pronazione, oggi sceglieremmo ancora la 5. Per un appoggio neutro, un ritmo medio facile e una preferenza per il feeling morbido, la 6 è più divertente. Il numero nuovo non vince per decreto: vince la versione che ti fa correre meglio.

Per chi è indicata

La consigliamo a

  • runner neutri con una meccanica abbastanza stabile;
  • chi cerca una daily trainer comoda per lenti, lunghi e progressivi;
  • chi appoggia di mesopiede o avampiede e può sfruttare l’inserto FF TURBO²;
  • chi trovava la Novablast 5 un po’ piatta davanti;
  • chi vuole una scarpa protettiva senza piastra e con un peso ragionevole.

La proveremmo con cautela se

  • tendi a pronare molto o perdi controllo quando sei stanco;
  • hai caviglie instabili e preferisci piattaforme larghe;
  • corri quasi sempre di tallone e cerchi un rimbalzo evidente;
  • usi una sola scarpa per tutto e vuoi fare anche lavori veloci tecnici;
  • ami un appoggio fermo, diretto e poco cedevole.

Se la pronazione è il dubbio principale, la nostra guida alla scelta delle scarpe da running aiuta a separare comfort, supporto e reale necessità. Un video breve di corsa ripreso da dietro può aggiungere informazioni, mentre una diagnosi improvvisata guardando soltanto la caviglia porta spesso fuori strada.

Quale taglia scegliere

Per noi la Novablast 6 veste true to size: scegli la misura che usi di solito nelle ASICS da allenamento. La punta ha volume regolare e il tallone è ben contenuto. Chi ha un piede molto largo dovrebbe cercare la versione Wide, quando disponibile, invece di salire automaticamente di mezzo numero e ritrovarsi con una scarpa troppo lunga.

Lascia circa un dito di spazio davanti, prova con le calze che userai negli allenamenti lunghi e controlla il fit nel pomeriggio, quando il piede tende a essere più voluminoso. Il comfort appena indossata è alto, ma deve restare preciso: allargare troppo il fit peggiora proprio quella stabilità che consideriamo il limite principale.

Alternative alla ASICS Novablast 6

  • ASICS Novablast 5. La scelta più logica se vuoi una base più larga e una risposta migliore al tallone.
  • ASICS Megablast. Più costosa e prestazionale, per chi cerca una daily trainer capace di sostenere ritmi più brillanti. Leggi la recensione ASICS Megablast.
  • Hoka Skyward X 2. Molto protettiva e guidata, con una costruzione diversa e più struttura sotto il piede. Qui trovi la recensione Hoka Skyward X 2.
  • Una stable-neutral moderna. Per chi vuole morbidezza con pareti laterali e piattaforma più rassicuranti, senza passare subito a una scarpa correttiva tradizionale.

Voto finale

VoceVoto EACCommento
Comfort9,2/10Morbida nella sensazione, accogliente e adatta a molti chilometri.
Calzata9/10Regolare, sicura al tallone e con spazio corretto davanti.
Grip8,5/10Migliorato rispetto alla 5 e convincente su strada.
Reattività7,5/10Buona davanti, deludente al tallone rispetto alla 5.
Stabilità6,5/10La base più stretta e lo sprofondamento aumentano il lavoro del piede.
Versatilità8,2/10Ottima daily trainer; meno adatta a velocità e runner instabili.
Durata8,5/10Dopo 100 km e nei test abrasivi parte bene.
Valutazione complessiva8,2/10Piacevole e moderna, con un compromesso chiaro sulla stabilità.

Il nostro verdetto: la ASICS Novablast 6 è una scarpa riuscita se cerchi comfort, morbidezza percepita e una risposta migliore sull’avampiede. Non la consideriamo un aggiornamento universale della 5. La riduzione della piattaforma e la maggiore libertà mediale la rendono meno stabile, e nei nostri test alcuni atleti hanno mostrato più pronazione.

Chi corre neutro e ama un appoggio morbido può divertirsi parecchio. Chi vuole una daily trainer prevedibile, stabile e reattiva anche dietro farebbe bene a provare entrambe. La Novablast 5, in questo confronto, esce tutt’altro che pensionata.

Vuoi provarla?

ASICS Novablast 6 su Top4Running

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Fonti e dati tecnici

Le sensazioni, il verdetto e le indicazioni d’uso derivano dai nostri 100 km di test e dalle osservazioni fatte con alcuni atleti. I numeri di laboratorio attribuiti a RunRepeat sono riportati come misure indipendenti, con il metodo e il campione descritti nelle rispettive recensioni.

Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui. Ho scritto un libro best seller sul running: Il Cammino del Runner, 6 chiavi per diventare il runner che sei destinato ad essere.

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Tag: , , , , Last modified: 24 Luglio 2026
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