La Backyard Ultra è una delle idee più semplici e più cattive della corsa: 6,706 chilometri ogni ora. Riparti allo scoccare dell’ora, finché resti in gara. Se arrivi tardi, sei fuori. Se ti siedi e decidi di non ripartire, sei fuori. Quando resta una sola persona, deve completare un ultimo giro da sola.
Vista da fuori sembra una gara per gente che ama soffrire senza motivo. Vista da dentro, è un laboratorio enorme su ritmo, sonno, alimentazione, lucidità, ego e capacità di alzarsi dalla sedia quando ogni parte del corpo ti sta suggerendo di restare lì.
Ho aggiornato questa guida perché negli ultimi anni il formato è esploso, i risultati segnalati dalle classifiche sono cambiati parecchio e anche noi ci siamo finiti dentro con più documentari: dalla Backyard Ultra di Livata fino alla Big’s Backyard Ultra in Tennessee, seguendo Daniele Lissoni nella gara madre creata da Lazarus Lake.
Indice Articolo
- Cos’è la Backyard Ultra
- Come funziona il formato
- Storia: da Big Dog’s alla gara globale
- I documentari di Esco a Correre sulla Backyard Ultra
- Le gare più importanti
- Come ci si qualifica al Mondiale
- Record e risultati Backyard Ultra da leggere con attenzione
- Come si prepara una Backyard Ultra
- Fonti e aggiornamento
Cos’è la Backyard Ultra
La Backyard Ultra è una gara a eliminazione. Ogni atleta deve completare un giro di 4,167 miglia, cioè circa 6,706 chilometri, entro un’ora. Allo scoccare dell’ora parte il giro successivo. Chi manca la partenza al momento giusto viene eliminato.
La distanza del singolo giro sembra gestibile. Il problema nasce dalla ripetizione. Dopo 10 ore hai corso 67 chilometri. Dopo 24 ore sei oltre 160 chilometri. Dopo 48 ore entri in una zona in cui il sonno, lo stomaco, i piedi e la testa contano quanto le gambe.
La Backyard Ultra non ti chiede quanto vai forte. Ti chiede quante volte riesci a ricominciare.
Per questo è un formato strano e magnetico. Il runner veloce può bruciarsi presto. Il runner paziente può restare in gioco per ore. Il runner organizzato spesso batte quello più talentuoso, perché ogni giro è una piccola gara dentro la gara: corri, mangi, bevi, cambi qualcosa, ti siedi, ti rialzi.
Come funziona il formato
- Distanza: 6,706 km per giro.
- Partenza: un nuovo giro ogni ora, sempre allo scoccare dell’ora.
- Tempo di recupero: quello che resta dopo aver completato il giro.
- Eliminazione: chi non completa il giro entro l’ora o non riparte viene eliminato.
- Vittoria: vince l’ultimo atleta rimasto, ma deve completare un giro finale da solo.
Il dettaglio più interessante è il recupero. Se corri il giro in 45 minuti, hai 15 minuti per mangiare, bere, andare in bagno, sistemare le scarpe, cambiare maglia e rimettere ordine nella testa. Se lo corri in 58 minuti, hai due minuti e una vita molto più complicata.
Il ritmo ideale cambia con il passare delle ore. All’inizio devi trattenerti. Dopo una notte devi restare efficiente. Dopo due notti devi sopravvivere senza diventare stupido. Nelle Backyard lunghe gli errori più costosi sono quasi sempre piccoli: un gel dimenticato, una calza sbagliata, un cambio fatto tardi, una sedia troppo comoda.
Storia: da Big Dog’s alla gara globale
La Backyard Ultra nasce da Gary “Lazarus Lake” Cantrell, lo stesso creatore delle Barkley Marathons. La gara originale si corre nella sua proprietà a Bell Buckle, in Tennessee, e prende il nome da Big Dog, il cane di Lazarus.
Da un’idea quasi assurda è nato un circuito mondiale. Oggi esistono Backyard in tantissimi paesi, con campionati nazionali, gare satellite, classifiche internazionali e un mondiale che resta legato alla Big’s Backyard Ultra.
La cosa bella è che il formato resta identico ovunque. Puoi correre in Tennessee, in Italia, in Australia o in Russia: il giro cambia, il bosco cambia, il meteo cambia, ma l’orologio resta spietato allo stesso modo.
I documentari di Esco a Correre sulla Backyard Ultra
La Backyard Ultra si capisce meglio vedendola da vicino. Le classifiche raccontano il numero dei giri. I documentari raccontano cosa succede tra un giro e l’altro: la sedia, il fischietto, la notte, il cibo che non scende, le persone che sembrano finite e invece si rialzano.
Se vuoi capire perché questo format prende così tanto, guarda soprattutto le pause. In una maratona vedi la corsa. In una Backyard vedi la corsa e tutto quello che la rende possibile.
Le gare più importanti
Big’s Backyard Ultra
È la gara originale, quella di Lazarus Lake, e resta il riferimento simbolico del movimento. Si corre a Bell Buckle, Tennessee. Per molti atleti è il punto più alto per livello tecnico e peso storico del luogo.
Le Backyard in Italia
In Italia il format è cresciuto con eventi come Livata, Bologna, Sicilian Backyard Ultra e altre gare ispirate alla formula dell’ultimo sopravvissuto. Per molti runner italiani è diventato il modo più accessibile per provare un’ultra senza partire subito da una distanza fissa enorme.
Il bello, e il pericolo, è proprio questo: puoi iscriverti pensando “faccio qualche giro”. Poi ti ritrovi a contare le ore, non i chilometri.
Biotropika Ultra Trail
Nel 2026 la Biotropika Ultra Trail, nella regione di Leningrado in Russia, ha prodotto risultati enormi riportati da Yardlore e da diverse testate: 123 yard per Dmitry Klimov e 96 yard per Vera Chekalina. Qui li citiamo con una precisazione importante: sono risultati segnalati dalle fonti disponibili, da distinguere dall’omologazione ufficiale del circuito. Infatti Lazarus Lake, inventore del format, non ha riconosciuto questi risultati a causa di irregolarità.
È una gara da citare con attenzione anche per un altro motivo: quando i risultati salgono a questi livelli, ogni dettaglio di regolamento, assistenza e gestione diventa parte della storia. La Backyard sembra semplice, ma ai margini estremi la semplicità del format lascia pochissimo spazio agli errori.
Come ci si qualifica al Mondiale
La strada verso la Big’s Backyard Ultra passa da gare ufficiali, risultati di livello e selezioni nazionali. Il meccanismo può cambiare in base al ciclo competitivo e alle regole pubblicate dagli organizzatori, quindi prima di programmare una stagione va sempre controllato il sito ufficiale del circuito.
- Gare nazionali e satelliti: servono a costruire ranking, prestazioni e credibilità.
- Prestazione in yard: il numero di giri completati è il dato che conta davvero.
- Selezioni per team nazionali: nei mondiali a squadre ogni paese può usare criteri propri dentro il quadro del circuito.
- Inviti e ranking: gli atleti con risultati eccezionali possono entrare nel radar internazionale.
Il consiglio pratico: se vuoi puntare a una Backyard importante, ragiona in termini di percorso. Prima impari il format. Poi costruisci il numero di yard. Poi scegli la gara giusta. Saltare direttamente alla gara enorme può trasformare un’esperienza bellissima in una lunga lezione di umiltà.
Record e risultati Backyard Ultra da leggere con attenzione
I riferimenti sono aggiornati a luglio 2026. La nota importante è questa: i risultati della Biotropika Ultra Trail sono risultati riportati dalle classifiche disponibili, da leggere con cautela finché il circuito non li consolida in modo ufficiale.
Risultato maschile Biotropika
Dmitry Klimov risulta indicato a 123 yard alla Biotropika Ultra Trail 2026. Sono circa 824,8 km e 123 ore di gara: un dato enorme, oggi riportato da Yardlore e da varie testate come nuovo riferimento mondiale, ma il risultato non è stato convalidato a causa di irregolarità durante la gara.
Il riferimento ufficiale consolidato prima della Biotropika era Phil Gore con 119 yard, circa 798 km, stabilite nel 2025 alla Dead Cow Gully Backyard Ultra in Australia. Prima ancora, il riferimento più citato era il duello Harvey Lewis-Ihor Verys alla Big’s Backyard Ultra 2023, con Lewis a 108 yard e Verys a 107.
Risultato femminile Biotropika
Vera Chekalina risulta indicata a 96 yard alla Biotropika Ultra Trail 2026: circa 643,7 km. Anche qui il numero va scritto bene: è il risultato riportato dalle fonti disponibili e potrebbe diventare il nuovo riferimento femminile se confermato dalle verifiche ufficiali.
Il riferimento consolidato citato spesso era Jennifer Russo con 74 yard nel 2023. La differenza dice bene quanto il format sia entrato in una fase nuova: più atleti preparati, più gare strutturate, più esperienza specifica su sonno, alimentazione e gestione della sedia.
Italia
Il riferimento italiano da tenere in evidenza resta Antonio Di Manno, arrivato a 79 yard, oltre 529 km, nel 2024. È una misura enorme anche letta oggi: 79 ore significano più di tre giorni dentro lo stesso ciclo di partenza, giro, pausa, ripartenza.
La cosa da guardare, più del numero assoluto, è il tipo di atleta che emerge: resistente, paziente, organizzato, capace di risolvere problemi per ore senza perdere lucidità. La Backyard premia chi continua a fare cose semplici quando diventano difficili.
Come si prepara una Backyard Ultra
Allenare una Backyard Ultra richiede molto più dell’aumento dei chilometri. Devi allenare la ripetizione, la gestione dei problemi e la capacità di correre piano bene. Sembra una frase banale, poi al quarto giro ti accorgi che correre piano con tecnica scadente ti sta mangiando muscoli, piedi e voglia di vivere.
- Ritmo: devi trovare un passo sostenibile per molte ore, non il passo che ti fa sentire brillante nei primi giri.
- Alimentazione: prova in allenamento cosa riesci a mangiare ogni ora. Gel, cibi solidi, sali, bevande: tutto va testato prima.
- Logistica: la sedia, i cambi, le scarpe, la luce frontale, i vestiti asciutti e la crew diventano parte della prestazione.
- Sonno: nelle gare lunghe devi imparare a funzionare con micro-pause e lucidità ridotta.
- Testa: ogni ora riparti da zero. Questa è la bellezza e la cattiveria del formato.
Se stai costruendo la tua base per gare lunghe, parti dalle guide su come preparare una maratona, gel energetici, kit gara e trail running. La Backyard è estrema, ma molti errori nascono dalle stesse cose che rovinano gare molto più normali: ritmo sbagliato, alimentazione improvvisata, materiale non testato.
In una Backyard Ultra non vince chi fa il giro perfetto. Vince chi sbaglia meno cose piccole per più tempo.
Se vuoi preparare una gara lunga con metodo, dentro Esco a Correre Academy lavoriamo proprio su questo: costruire una preparazione che tenga insieme allenamento, alimentazione, recupero e strategia. Perché quando la gara dura tante ore, la tabella da sola non basta.
Fonti e aggiornamento
Articolo aggiornato a luglio 2026. Per i dati della disciplina resta sempre utile controllare le pagine ufficiali del circuito e le classifiche aggiornate degli eventi, soprattutto quando una prestazione è recente o ancora discussa.
Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui. Ho scritto un libro best seller sul running: Il Cammino del Runner, 6 chiavi per diventare il runner che sei destinato ad essere.
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