Il kit gara sembra una cosa banale finché sei davanti alla porta di casa, con la borsa aperta, il pettorale sul tavolo e quella sensazione strana: “sto dimenticando qualcosa”.
Lo vedo spesso con gli atleti. La preparazione è andata bene, i lunghi sono stati fatti, la settimana di scarico è stata gestita con criterio. Poi la sera prima della gara il cervello si mette a correre più veloce delle gambe.
La checklist serve proprio a questo: togliere rumore. Il giorno della gara devi pensare a correre, respirare, gestire il ritmo, mangiare quando serve e restare dentro la tua gara. Il resto va deciso prima.
Indice Articolo
- Kit gara: cosa preparare davvero
- La regola della sera prima
- Scarpe e abbigliamento
- Pettorale, chip e documenti
- Nutrizione e idratazione
- Sfregamenti, freddo ed emergenze
- Borsa post gara
- Checklist finale da copiare
Kit gara: cosa preparare davvero
Il kit gara cambia in base alla distanza, alla stagione, alla logistica e al tipo di evento. Una 10 km sotto casa richiede una borsa diversa da una maratona internazionale con partenza alle 9, deposito borse alle 7 e un’ora al freddo dentro una griglia.
Il principio però resta lo stesso: porti con te ciò che ti permette di arrivare alla partenza sereno, correre senza sorprese inutili e gestire il dopo gara senza trasformarti in un naufrago con la medaglia al collo.
La gara inizia quando prepari la borsa. Se lì improvvisi, stai già spendendo energie mentali.
Per me la checklist ha tre blocchi: ciò che userai per correre, ciò che ti serve prima del via, ciò che ti salva dopo l’arrivo. Se una cosa resta fuori da questi tre blocchi, probabilmente è solo zavorra.
La regola della sera prima
La sera prima della gara prepara tutto a vista: scarpe, calze, pantaloncini, maglia, pettorale, chip, gel, orologio, caricabatterie, documenti, borsa deposito. Poi fai una foto al kit completo.
Sembra una mania. In realtà è un trucco molto semplice: quando ti svegli presto, magari in hotel, magari con il sonno storto, guardi la foto e controlli. Ti evita di ragionare quando il cervello sta ancora cercando il caffè.
Con gli atleti parto sempre da qui: la gara va semplificata. Ogni decisione lasciata al mattino della partenza è una piccola tassa mentale.
Scarpe e abbigliamento
Le scarpe da gara devono essere già conosciute. Questo vale per una scarpa quotidiana, per una scarpa con piastra in carbonio e per qualunque modello “speciale” che vuoi usare nel giorno giusto. Devi averci corso abbastanza da sapere come si comporta quando sei stanco, quando il piede si gonfia e quando il ritmo cambia.
Se stai ancora scegliendo il modello, qui trovi la nostra guida alle scarpe da running. Se usi più scarpe durante la settimana, può aiutarti anche l’articolo sulla rotazione delle scarpe da corsa.
- Scarpe già testate: almeno un allenamento significativo, meglio ancora un lungo o un lavoro simile alla gara.
- Calze già provate: le vesciche nascono spesso da dettagli piccoli, ripetuti per tanti chilometri.
- Pantaloncini e maglia: usa capi già collaudati con sudore, caldo, pioggia o freddo.
- Lacci di ricambio: pesano niente e possono salvarti la mattina.
- Strato vecchio per la partenza: felpa, maglia o poncho da lasciare prima del via, quando il regolamento lo consente.
Il punto è semplice: il giorno della gara è il momento della conferma, non del test. Le prove si fanno negli allenamenti, quando un errore costa fastidio e una lavatrice, non mesi di preparazione.
Pettorale, chip e documenti
Questa è la parte più noiosa della checklist. Ed è proprio per questo che va preparata con calma.
Fissa il pettorale la sera prima. Controlla il chip, soprattutto quando è separato dal pettorale o va applicato alla scarpa. Scrivi i contatti di emergenza sul retro se l’organizzazione lo prevede. Tieni documento, tessera o certificato dove puoi trovarli subito.
Porta spille da balia o magneti per il pettorale. Anche se l’organizzazione li fornisce, averne qualcuno in più risolve il classico momento in cui un amico ti guarda con la faccia di chi ha appena scoperto il problema.
- Pettorale
- Chip
- Spille o magneti
- Documento
- Informazioni logistiche della gara
- Indirizzo deposito borse, partenza e punto di ritrovo post gara
Nutrizione e idratazione
Gel, barrette, bevande e colazione vanno decisi prima. In gara lunga, lo stomaco diventa parte della prestazione. Trattarlo come un dettaglio è uno dei modi più rapidi per rovinare una buona preparazione.
Per una 10 km potresti avere bisogno solo della tua routine pre-gara. Per una mezza, dipende da durata, intensità e abitudine. Per la maratona, serve un piano vero: quanti carboidrati, ogni quanti minuti, con quanta acqua, usando quali prodotti.
Se devi costruire la strategia, parti da qui: gel energetici per correre e carico di carboidrati per la maratona. Sono due pezzi diversi dello stesso puzzle: arrivare pieno alla partenza e restare alimentato mentre corri.
- Gel o carboidrati: già testati in allenamento, con orari scritti o memorizzati.
- Acqua o sali: scegli in base a caldo, durata e tolleranza personale.
- Colazione: la stessa delle prove importanti, senza esperimenti romantici con il buffet dell’hotel.
- Piano dei ristori: guarda prima dove sono e cosa offrono.
La frase da ricordare è questa: in gara mangi ciò che hai allenato, non ciò che speri di digerire.
Sfregamenti, freddo ed emergenze
Gli sfregamenti sono democratici: colpiscono il principiante, il maratoneta esperto e quello che “a me queste cose mai”. Capezzoli, interno coscia, ascelle, bordo del cardiofrequenzimetro, cuciture dei pantaloncini. Quando iniziano, ogni passo te lo ricorda.
Porta vaselina o crema anti-sfregamento e usala dove sai di essere vulnerabile. Abbiamo persino scritto una vecchia ode alla vaselina, perché certe cose fanno sorridere solo finché restano teoriche.
- Vaselina o crema anti-sfregamento
- Cerotti piccoli
- Fazzoletti
- Salviettine umide
- Crema solare, se la gara può diventare calda o esposta
- Contanti o carta di emergenza
- Telefono carico
Il telefono serve anche per la logistica: ritrovare famiglia e amici, controllare il punto d’incontro, gestire un imprevisto dopo l’arrivo. Mettilo in una custodia o in una tasca sicura, soprattutto se lasci la borsa al deposito.
Borsa post gara
La borsa post gara è un atto di gentilezza verso il te stesso di dopo. Quello che ha appena corso, magari ha freddo, fame, gambe dure e poca voglia di cercare cose.
Dentro ci metterei sempre una maglia asciutta, una felpa, calze pulite, qualcosa da mangiare, acqua, un asciugamano piccolo e un sacchetto per gli indumenti sudati. Nelle maratone fredde o con arrivo lontano dall’hotel, questa borsa cambia davvero l’umore.
Se l’organizzazione usa una borsa ufficiale, prepara tutto dentro quella. Alcune gare accettano solo il sacco consegnato al ritiro pettorale. Scoprirlo al deposito borse è una scena che ti auguro di evitare.
Checklist finale da copiare
Questa è una base pratica. Adattala alla tua gara, alla distanza e al meteo.
Per correre
- Scarpe da gara già testate
- Calze già provate
- Pantaloncini o tight
- Maglia o canotta
- Orologio carico
- Fascia cardio, se la usi
- Cappellino, guanti o occhiali in base al meteo
Prima del via
- Pettorale già fissato
- Chip controllato
- Documento e informazioni gara
- Spille o magneti extra
- Indumento vecchio o poncho per aspettare al caldo
- Telefono carico
- Contanti o carta
Nutrizione
- Colazione già testata
- Gel o carboidrati divisi per orario
- Acqua o borraccia, se prevista
- Sali o bevanda, se già provati
Dopo l’arrivo
- Maglia asciutta
- Felpa o giacca
- Calze pulite
- Asciugamano piccolo
- Salviettine
- Sacchetto per vestiti sudati
- Snack semplice
Se stai preparando una maratona, puoi usare questa checklist insieme alla guida sulla settimana prima della maratona e alla guida su come preparare una maratona. La borsa è solo una parte del lavoro. Il resto è arrivare alla partenza con una strategia che conosci.
La checklist migliore è quella che ti fa chiudere la borsa e smettere di pensarci.
Se vuoi costruire preparazione, alimentazione, strategia di gara e recupero con un percorso più personalizzato, dentro Esco a Correre Academy lavoriamo proprio su questo: meno improvvisazione, più metodo, più corsa fatta bene.
Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui. Ho scritto un libro best seller sul running: Il Cammino del Runner, 6 chiavi per diventare il runner che sei destinato ad essere.
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