La seconda versione di questa Ultrafly è più matura. E si sente. Abbiamo avuto la possibilità di testarla per voi all’evento di rilancio del brand di ACG, nelle montagne lombarde, in pieno stile Nike.
Indice Articolo
- Scheda tecnica essenziale
- Intersuola: meno spettacolo, più sostanza
- Stabilità: il vero passo avanti
- Suola: Vibram Megagrip Litebase, scelta sensata
- Tomaia: più convincente della prima
- Sensazioni in corsa
- A chi si rivolge davvero
- Considerazione finale
La prima Ultrafly aveva fatto rumore. ZoomX, piastra in carbonio, Vibram Megagrip. Una “super shoe” da trail in pieno stile Nike.
Ma era anche una scarpa rigida, un po’ divisiva, non sempre facile da gestire sui terreni tecnici.
La ACG Ultrafly 2 raffina quel progetto rendendolo interessante.
E questa volta l’equilibrio è molto più convincente.
Scheda tecnica essenziale
- Peso: circa 309 g (EU 44.5)
- Drop: 8 mm
- Intersuola: ZoomX con piastra in carbonio
- Suola: Vibram Megagrip Litebase
- Categoria: ultra trail / terreno tecnico
- Prezzo: 250 euro
Intersuola: meno spettacolo, più sostanza
Il cuore resta lo ZoomX.
Ma qui non è la versione “rimbalzante” che conosciamo su asfalto.
È più contenuto, più controllato. L’energia c’è, ma non esplode.
La piastra in carbonio non dà la sensazione di spinta aggressiva: lavora soprattutto in protezione e stabilità torsionale.
In discesa rocciosa, quando atterri male e la fatica comincia a compromettere la tecnica, la struttura tiene il piede in linea.
È lì che si capisce il senso del progetto.
Non è una scarpa da vertical o da trail sprint.
È una scarpa che pensa in ore, non in chilometri.
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Stabilità: il vero passo avanti
La piattaforma è più ampia rispetto alla prima versione.
Il tallone è più solido.
Il contenimento del mesopiede è più sicuro.
La Ultrafly 2 è sorprendentemente stabile per essere una scarpa con ZoomX e carbonio.
E in montagna questo conta più del ritorno energetico.
Quando il terreno diventa irregolare, la priorità non è “quanto rimbalza”, ma quanto rimani composto.
Qui Nike ha fatto un lavoro intelligente.
Suola: Vibram Megagrip Litebase, scelta sensata
Megagrip Litebase è una garanzia.
Grip sicuro su roccia asciutta.
Buona resa anche su bagnato.
Trazione efficace su sentiero compatto.
Non è una scarpa da fango profondo.
È una scarpa da trail alpino, da roccia, da percorsi tipo UTMB dove alterni sezioni corribili a tratti tecnici.
La scelta di Vibram, in un progetto così ambizioso, resta uno dei punti più solidi.
Tomaia: più convincente della prima
La tomaia è strutturata ma meno “armatura” rispetto alla prima Ultrafly.
Il lockdown è migliorato, soprattutto in zona mesopiede.
Non è una scarpa ariosa e minimal.
È costruita per resistere. Detriti, rocce, abrasioni: è fatta per ambienti seri.
Chi cerca leggerezza estrema probabilmente guarderà altrove.
Chi cerca sicurezza, qui si sente a casa.
Sensazioni in corsa
La parola chiave è controllo.
- Rullata fluida e composta
- Protezione molto elevata anche in situazioni difficili
- Stabilità percepibile in fatica
- Nessuna sensazione di instabilità laterale
Non è esplosiva ne nervosa come ci potrebbe immaginare dalle materie prime usate.
Sulle lunghe distanze dà fiducia.
E secondo me la fiducia, quando sei a 60 km con 3.000 metri di dislivello, vale più di 20 grammi in meno.
La scarpa si é comportata divinamente anche con neve, ghiaccio e fango, ambienti in cui l’abbiamo testata.
A chi si rivolge davvero
Runner da ultra trail.
Atleti che cercano protezione su gare lunghe e tecniche.
Pesi medi o medio-alti che vogliono struttura sotto il piede.
Meno adatta a:
- trail brevi e veloci
- chi ama scarpe minimal e molto flessibili
Considerazione finale
La Nike ACG Ultrafly 2 non è una “Vaporfly da montagna”.
È qualcosa di più razionale.
Nike ha corretto gli eccessi della prima versione senza snaturare l’idea: portare materiali premium nel trail lungo.
È una scarpa che non cerca di impressionare nei primi 5 km.
Vuole essere ancora efficace quando la tecnica comincia a cedere.
E in fondo, è proprio lì che una scarpa da ultra deve dimostrare quanto vale.
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Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui.
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