Written by • 1:54 pm• Gare

Tor des Géants 2026: Zhao da record, Hartmuth sul podio assoluto

Jiaju Zhao vince il Tor des Géants 2026 in 65:55:22. Katharina Hartmuth chiude terza assoluta in 67:10:09 e toglie 12 ore al record femminile.

Jiaju Zhao dopo l’arrivo e Katharina Hartmuth al traguardo del TOR330 2026

Alle 3:55 di mercoledì 16 settembre, Jiaju Zhao ha attraversato il Jardin de l’Ange di Courmayeur in 65 ore, 55 minuti e 22 secondi. Tredici minuti esatti sotto il record di Victor Richard. Un’ora, 14 minuti e 47 secondi più tardi è arrivata Katharina Hartmuth: terza assoluta, vincitrice femminile e autrice di 67:10:09. Il suo vecchio primato era 79:10:40. Lo ha abbassato di 12 ore e 31 secondi.

Questi numeri, sopra 330 chilometri e 24.000 metri di dislivello positivo dichiarati, sembrano un errore di battitura. Sono il Tor des Géants 2026.

Noi eravamo lì. Esco a Correre ha seguito e documentato la gara dal percorso. Le immagini raccolte sulle Alte Vie raccontano la scala dell’impresa; il cronometro racconta la precisione feroce richiesta per vincerla.

Per conoscere le cinque gare, la storia e il percorso puoi leggere anche la nostra guida completa al TORX 2026.

I numeri che hanno cambiato il Tor des Géants

TOR330 2026 · PRIMI TRE ASSOLUTI

  1. Jiaju Zhao (Cina) — 65:55:22, record della gara
  2. Jonathan Schindler (Svizzera) — 66:55:06
  3. Katharina Hartmuth (Germania) — 67:10:09, record femminile e vittoria femminile

Il podio assoluto è raccolto in 1:14:47. Schindler ha chiuso a 59:44 da Zhao; Hartmuth a 15:03 dallo svizzero. Su una gara di quasi 66 ore, il secondo e il terzo posto vivono dentro un quarto d’ora. Il Tor sa essere immenso e stretto nello stesso momento.

Usando i 330 chilometri dichiarati dall’organizzazione, Zhao ha mantenuto una media complessiva di circa 5,01 km/h, soste comprese. Hartmuth ha viaggiato a circa 4,91 km/h. Tradotto in una lingua più onesta: per quasi tre giorni hanno continuato ad avanzare con una velocità media che molti escursionisti terrebbero per qualche ora, accumulando l’equivalente di quasi tre Everest di salita.

Jiaju Zhao porta il record sotto le 66 ore

Jiaju Zhao aveva già conosciuto il lato ruvido del Tor: nel 2025 la sua gara era finita a Gressoney. Dodici mesi dopo è tornato e ha firmato il primo successo cinese nel TOR330, oltre al primo trionfo di un atleta extraeuropeo nella gara.

Ha preso presto il controllo. Alla base vita di Cogne, durante la prima notte, Zhao e Schindler hanno effettuato soste rapide. A Donnas il cinese è ripartito dopo dodici minuti; verso Pontboset il margine era salito fino a circa un’ora e quaranta, con un passaggio vicino al ritmo record. Poi la gara ha cambiato faccia: Schindler ha recuperato, ha sfruttato la sosta di Zhao a Gressoney ed è uscito davanti. Il cinese ha ripreso il comando nella fase successiva.

A Ollomont, dopo circa 300 chilometri, il vantaggio era sceso a 22 minuti su Schindler e 34 su Hartmuth. Zhao aveva davanti la terza notte, il Col Champillon, Bosses e il Malatrà. È lì che ha ritrovato il passo utile per allungare e presentarsi solo a Courmayeur.

Il vecchio limite di Victor Richard era 66:08:22. Zhao ha tolto 13 minuti esatti. Sembra un miglioramento piccolo accanto alle dodici ore di Hartmuth; dentro un record maschile già compresso a quel livello, tredici minuti pesano parecchio.

Jiaju Zhao seduto con i bastoncini dopo il traguardo del TOR330 2026
Jiaju Zhao dopo il traguardo del TOR330 2026. Foto © TORX.

Jonathan Schindler ha trasformato il record in un duello

Jonathan Schindler ha chiuso in 66:55:06, quinto tempo della storia secondo l’organizzazione. È arrivato a Courmayeur alle 4:55, esattamente un’ora dopo Zhao sul minuto del traguardo e 59:44 sul tempo gara.

La sua prestazione merita spazio perché ha impedito a Zhao di amministrare. Ha recuperato durante la seconda parte, è passato davanti a Gressoney e a Ollomont era ancora abbastanza vicino da tenere il cinese sotto pressione. La gara perfetta, al Tor, esiste soprattutto nei racconti fatti una settimana dopo. Quella reale contiene sonno, esitazioni, ritorni e un avversario che ricompare proprio quando speravi di aver chiuso la faccenda.

Schindler ha pagato il cambio di ritmo finale, ma ha costruito un risultato enorme: sotto le 67 ore, a quindici minuti da una Hartmuth che stava scrivendo un capitolo completamente nuovo.

Katharina Hartmuth: 12 ore tolte al record e podio assoluto

La prestazione più grande di questa edizione, per me, appartiene a Katharina Hartmuth.

Nel 2024 aveva vinto in 79:10:40, stabilendo il primato femminile. Nel 2026 ha corso in 67:10:09: 12 ore e 31 secondi più veloce. Dodici ore equivalgono a una notte intera, a una base vita lunga, a un distacco che di solito separa due categorie di prestazione. Lei lo ha cancellato in una sola edizione.

Il record racconta solo una parte. Hartmuth è arrivata terza assoluta, prima donna sul podio generale nei sedici anni di storia del Tor des Géants. Ha chiuso a 15:03 da Schindler e a 1:14:47 da Zhao. Per tre giorni ha corso dentro la lotta per il podio, arrivando a Ollomont a 34 minuti dal comando. Il resoconto finale indica appena quindici minuti di sonno complessivi.

Qui cambia anche il riferimento per il trail femminile. Il vecchio record viveva appena sotto le ottanta ore. Il nuovo abita poco sopra le sessantasette e coincide con il terzo posto assoluto. La prossima atleta che proverà a inseguirlo guarderà una montagna diversa.

Un primato misura il tempo. Una prestazione così sposta l’immaginazione di chi partirà dopo.

Katharina Hartmuth solleva il nastro al traguardo del TOR330 2026
Katharina Hartmuth al traguardo del TOR330 2026. Foto © TORX.

Il Tor visto dal percorso cambia prospettiva

Il live timing riduce tutto a un punto che si muove sulla mappa. Dal percorso, ogni passaggio porta addosso il costo delle salite, delle discese, delle soste e delle notti. Abbiamo documentato il TOR330 sulle Alte Vie proprio per tenere insieme queste due letture: la prestazione e ciò che chiede al corpo.

Un distacco di venti minuti sembra ampio durante una maratona. Dopo trecento chilometri può sparire dentro una sosta, un cambio di scarpe, un calo di lucidità o una discesa gestita meglio. Zhao, Schindler e Hartmuth hanno attraversato l’ultima parte della gara con una vicinanza rara per una prova di questa durata.

I nostri materiali dal percorso continueranno a raccontare passaggi, scelte e volti del Tor. Questo articolo fissa il risultato dei primi tre e la sua misura sportiva. Il resto della gara prosegue, con centinaia di storie ancora in movimento verso Courmayeur.

Tre lezioni utili per chi prepara un ultra

1. La strategia vive nella capacità di cambiare piano

Zhao ha visto un grande vantaggio restringersi, ha perso per un tratto la testa della gara e ha trovato un finale abbastanza forte da riportare il margine vicino all’ora. Un piano ultra valido contiene risposte per i momenti in cui la realtà lo piega.

2. Le soste fanno parte della prestazione

Gressoney ha mostrato quanto una scelta di riposo possa cambiare la classifica. Per un atleta amatore, copiare i quindici minuti di sonno di Hartmuth sarebbe un modo rapido per perdere lucidità. La lezione utile riguarda la preparazione: materiale ordinato, decisioni anticipate, tempi di assistenza provati e margini realistici.

3. Il finale va ancora corso

Dopo Ollomont Zhao aveva circa 22 minuti su Schindler; al traguardo il margine era 59:44. Le gambe arrivano alla terza notte con un conto enorme, ma la gara conserva ancora spazio per guadagnare, crollare o rinascere. Preparare un ultra significa allenare anche la qualità delle decisioni quando il serbatoio è quasi vuoto.

Esco a Correre Academy

Stai preparando un ultra trail?

Nel Running Coaching costruiamo volume, dislivello, forza, nutrizione, materiale e strategia gara intorno al tuo livello e alla tua vita reale. Il progetto giusto ti porta alla parte decisiva con energia, lucidità e scelte ancora disponibili.

Scopri il Running Coaching

Risultati e stato della gara

Il podio assoluto e la vittoria femminile riportati qui sono definitivi. La classifica femminile dal secondo posto in avanti, il totale dei finisher e i dati sui ritiri erano ancora in evoluzione al momento della chiusura editoriale, mercoledì 16 settembre 2026 alle 11:50 CEST. La finestra del TOR330 resta aperta fino a sabato 19 settembre.

Puoi seguire la classifica ufficiale TOR330 2026 e il live tracking TORX.

Fonti


Chi ha scritto questo articolo?

Simone Luciani

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK. Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso la corsa. Corro da oltre vent’anni, dal mezzofondo all’ultramaratona, e ho completato tutte le sette World Marathon Majors sotto le tre ore. Ho scritto Il Cammino del Runner, un libro dedicato alla trasformazione che nasce quando allenamento, esperienza e identità iniziano a parlare la stessa lingua.

Segui il racconto dal Tor

Iscriviti alla newsletter di Esco a Correre per ricevere storie, analisi e strumenti utili dal mondo della corsa.

Questa community cresce anche grazie ai lettori. Puoi offrirci un caffè e sostenere il lavoro editoriale.

Correte e fate l’amore.

(Visited 3.725 times, 1 visits today)
Tag: , , , , , Last modified: 2 Ottobre 2026
↑
Close