Lunedì mattina avevo un pettorale addosso alla partenza della MCC. Cinque ore, ventotto minuti e sette secondi dopo sono entrato a Chamonix con le gambe vuote, i crampi e una certezza: questa settimana andava vissuta prima da runner e poi da narratore. La 100 miglia del venerdì sera è la scena più visibile. Intorno c’è una settimana di storie, attese, errori, incontri e persone che arrivano da tutto il mondo per capire fin dove possono spingersi. Nel 2026 Esco a Correre è qui per raccontarla da dentro.
Indice Articolo
- Una settimana, non una gara sola
- Programma UTMB 2026: quando partono le gare
- MCC 2026: cosa è successo davvero
- UTMB femminile: Ruth Croft contro la storia
- UTMB maschile: senza Jornet e Walmsley cambia tutto
- Controlli antidoping raddoppiati e aperti a tutto il gruppo
- Cosa guardare davvero durante UTMB
- Come seguire UTMB 2026
- Ci vediamo a Chamonix
- Fonti
Una settimana, non una gara sola
Quando si dice “UTMB”, quasi tutti pensano alla partenza di Chamonix, alla musica, ai bastoncini alzati e a quella folla che sembra stringersi addosso agli atleti. È l’immagine simbolo. Ma ridurre tutto a quel momento significa perdere il senso della settimana.
Dal lunedì alla domenica il territorio ospita gare con identità molto diverse: la PTL a squadre, la MCC che ho corso io, la TDS più ruvida e tecnica, la ETC corta e feroce, la OCC velocissima, la CCC che è già un’ultra completa e infine l’UTMB. Non esiste una prova “minore” per chi è dall’altra parte della linea. Ogni pettorale contiene mesi di preparazione, una logistica complicata, rinunce e una domanda che il cronometro non riesce a riassumere: sarò capace di gestire me stesso quando la giornata smetterà di essere comoda?
Per questo saremo sul posto tutta la settimana. Voglio raccontare gli elite, certamente, ma anche ciò che normalmente resta fuori dalla diretta: le facce prima della partenza, i silenzi ai ristori, gli italiani che incontreremo, le scelte giuste e quelle che la montagna presenta il conto qualche ora dopo.
Programma UTMB 2026: quando partono le gare
Questi sono gli appuntamenti principali del programma ufficiale. Gli orari sono locali, quindi gli stessi dell’Italia.
- Lunedì 24 agosto, ore 8:00: partenza PTL da Chamonix.
- Lunedì 24 agosto, ore 10:00: partenza MCC da Martigny.
- Martedì 25 agosto, ore 23:50: partenza TDS da Courmayeur.
- Mercoledì 26 agosto, ore 14:00: partenza ETC da Courmayeur.
- Giovedì 27 agosto, ore 8:15: partenza OCC da Orsières.
- Venerdì 28 agosto, ore 9:00: partenza CCC da Courmayeur.
- Venerdì 28 agosto, ore 17:45: partenza UTMB da Chamonix.
Le distanze raccontano solo una parte del problema. Secondo le schede ufficiali, la TDS misura 145 km con 9.500 metri di dislivello positivo; la OCC 60 km con 3.500 metri; la CCC 101 km con 6.050 metri; l’UTMB circa 174 km con 9.900 metri. Già questi numeri spiegano perché la settimana non possa essere letta come una semplice successione di gare. Cambiano durata, terreno, velocità e margine d’errore. La montagna, invece, resta un giudice molto coerente.
MCC 2026: cosa è successo davvero
La MCC parte da Martigny e arriva a Chamonix dopo 40 km e 2.350 metri di dislivello positivo. Sulla carta è la gara più corta tra le lunghe prove della settimana. Nelle gambe, però, quaranta chilometri alpini non diventano facili perché vicino c’è chi ne correrà centosettantaquattro.
La gara si è chiusa con 1.350 finisher su 1.456 partenti. Il francese Gatien Airiau ha vinto in 3:26:58, con appena 23 secondi su Florian Bernabeu-Seguy; la belga Noemie Lepoutre è stata la prima donna in 3:55:55. Sono numeri ufficiali, ma raccontano soltanto il bordo della giornata. Dentro ci sono il caldo, i single track intasati, la qualità tecnica richiesta in discesa e tutte le decisioni prese quando il piano incontra la montagna.
La mia gara: terza wave, traffico e una scelta netta
Non avendo un punteggio trail aggiornato, sono partito nella terza wave: trenta minuti dopo la prima e quindici dopo la seconda. Su un percorso in gran parte single track significava entrare quasi subito nel traffico. Per questo mi sono messo davanti e ho spinto forte dal via, arrivando per qualche minuto anche in testa alla wave. Non era il piano più conservativo possibile; era una scelta tattica per guadagnare spazio prima che il sentiero si stringesse.
Al primo ristoro, al km 7 e dopo oltre 1.000 metri di dislivello positivo, avevo già raggiunto diversi atleti della prima wave. In salita mi sentivo forte e continuavo a recuperare posizioni. Le discese tecniche, invece, hanno mostrato senza diplomazia il mio limite più evidente: perdevo terreno e fiducia proprio dove gli specialisti riuscivano a fare velocità.
Al km 17, passando dalla corsa al passo su una salita, è arrivato il primo crampo all’interno coscia. Correndo diminuiva, camminando tornava: ho quindi continuato a correre anche in salita, gestendo poi altri crampi fino al traguardo. Il caldo è stato pesante persino in quota. Ho bevuto circa quattro litri d’acqua e al terzo ristoro ho perso quasi dieci minuti in coda davanti all’unica sorgente disponibile per riempire le borracce.
Nella parte finale, appena il percorso tornava corribile, ritrovavo il mio terreno e in alcuni tratti riuscivo a spingere intorno ai 4:30/km. Sono entrato a Chamonix in 5:28:07, 231° assoluto e 16° nella categoria 40–44M. Non è stato il tempo che avrei immaginato partendo davanti e correndo una gara più libera. È stato però il risultato di una giornata in cui non ho lasciato nulla indietro.
MCC 2026 · il dato e la lezione
Piano previsto, gara reale, lezione trasferibile
Gestire l’intensità, nutrirmi e idratarmi presto, conservare margine per la seconda metà e arrivare a Chamonix ancora capace di correre.
La terza wave ha imposto una partenza aggressiva per anticipare il traffico. Salita forte, discese tecniche costose, crampi dal km 17, caldo intenso e quasi dieci minuti persi per riempire le borracce.
Nel trail la posizione di partenza può cambiare la tattica, ma tecnica in discesa, specificità del terreno e margine nella gestione restano parte della prestazione quanto il motore aerobico. Anche la logistica dei ristori va considerata nel piano, non soltanto la quantità da bere.
Partendo nella prima wave sarebbe probabilmente uscita un’altra gara, ma questo conta relativamente. Ho dato tutto quello che avevo e mi sono divertito da morire. Dopo tre edizioni trascorse a raccontare le gare degli altri, sono passato sotto l’arco UTMB da protagonista. La consapevolezza più bella è semplice: torneremo qui, più forti.
Ora cambio ruolo. Seguirò gli atleti delle altre gare, cercherò le storie che meritano spazio e proverò a portarvi dentro l’evento senza trasformarlo in una sfilata di pettorali famosi. Il valore di UTMB si misura anche nella quantità di modi diversi in cui una persona può confrontarsi con la stessa montagna.
UTMB femminile: Ruth Croft contro la storia
Ruth Croft torna da campionessa in carica. Nel 2025 ha vinto in condizioni durissime, dopo il secondo posto del 2024, e arriva a Chamonix con una continuità che la rende il riferimento più logico. C’è però un dato che vale più di qualsiasi pronostico: nessuna donna ha confermato il titolo UTMB dall’accoppiata di Rory Bosio nel 2013 e 2014. Difendere la corona, qui, è diventato quasi più difficile che conquistarla.
E il campo non le concederà chilometri tranquilli. Courtney Dauwalter, tre volte vincitrice, torna dopo il decimo posto del 2025. Blandine L’Hirondel porta una velocità costruita anche attraverso le vittorie a OCC e CCC. Abby Hall ha già dimostrato di poter stare sul podio di questa gara. Anna Carlsson, Lucy Bartholomew e un gruppo profondo di atlete rendono la corsa meno semplice di una sfida a due.
La domanda più interessante è questa: chi riuscirà a spendere meno forza nel momento in cui tutte si sentiranno ancora forti? UTMB femminile negli ultimi anni ha alzato enormemente il livello. Questo non ha eliminato la pazienza dalla gara: l’ha resa ancora più preziosa.
UTMB maschile: senza Jornet e Walmsley cambia tutto
L’aggiornamento arrivato a una settimana dalla partenza cambia il centro della gara: né Kilian Jornet né Jim Walmsley saranno al via dell’UTMB 2026. Entrambi si sono ritirati per problemi fisici. Non è un dettaglio, perché parliamo di due ex vincitori: Jornet ha conquistato questa gara quattro volte, Walmsley nel 2023. A loro si aggiunge l’assenza di Tom Evans, campione in carica. Tre riferimenti che fino a pochi giorni fa occupavano quasi da soli il pronostico sono usciti dalla lista.
Ben Dhiman, secondo nel 2025, diventa così il favorito più logico. Conosce la gara, ha già pagato due ritiri nel 2023 e nel 2024 e l’anno scorso ha finalmente costruito un’UTMB completa. Vincent Bouillard torna dopo una stagione di altissimo livello, mentre Josh Wade riparte dal terzo posto del 2025. È un campo meno prevedibile, non meno competitivo: l’assenza dei nomi più ingombranti allarga lo spazio per chi saprà correre con pazienza.
Wade è la prova che su questo percorso si può crescere imparando: ritiro nel 2023, undicesimo nel 2024, podio nel 2025. Dietro di lui il livello resta abbastanza profondo da punire qualsiasi giornata storta. Ci sono molti uomini capaci di correre fortissimo. Sono molti meno quelli che riusciranno a farlo quando sarà davvero necessario.
Controlli antidoping raddoppiati e aperti a tutto il gruppo
L’altra novità importante della settimana riguarda ciò che succede fuori dal cronometro. Per l’edizione 2026 l’organizzazione ha annunciato il raddoppio dei controlli antidoping. Il perimetro non si ferma agli elite e ai podi: i test potranno coinvolgere atleti di tutte le gare, livelli, categorie d’età e sesso. Questo non significa che ogni partecipante verrà controllato, ma che nessuno può considerarsi automaticamente escluso dal programma di test.
Il sistema UTMB è gestito con il supporto indipendente dell’International Testing Agency e prevede controlli in gara e fuori gara, senza preavviso, attraverso campioni di urina o sangue. Nel quadro generale rientrano anche il passaporto biologico, la gestione dei risultati e un lavoro educativo su farmaci, integratori ed esenzioni a fini terapeutici. È un passaggio necessario per uno sport diventato più professionale, con prestazioni, premi e visibilità sempre maggiori.
C’è poi un punto che riguarda anche gli amatori: l’antidoping non parla soltanto di chi cerca un vantaggio illecito. Parla anche di automedicazione, uso disinvolto di antinfiammatori o oppiacei e sostanze assunte senza verificare le regole. In una prova estrema questo è prima di tutto un tema di salute. Estendere i controlli significa quindi proteggere la competizione, ma anche ricordare a tutti che “non sapevo” non è un piano medico.
Cosa guardare davvero durante UTMB
Se seguirete la diretta, provate per una volta a non guardare soltanto il distacco dal primo. Ci sono almeno quattro segnali che raccontano meglio la gara.
- La facilità apparente nelle prime ore. Un atleta può sembrare brillante perché è nella giornata giusta oppure perché sta già spendendo troppo. Il confine è sottile e spesso si vede soltanto molto più tardi.
- Il tempo perso ai ristori. Fermarsi il necessario è parte della prestazione. Entrare senza un piano, cercare cose, dimenticare di mangiare o ripartire confusi è un costo che si accumula.
- La qualità delle discese. Non basta scendere forte. Bisogna farlo senza distruggere i quadricipiti che serviranno nella seconda metà.
- La capacità di continuare ad alimentarsi. L’ultra non premia chi sa soffrire senza carburante. Premia chi mantiene abbastanza lucidità da gestire l’energia mentre la fatica rende ogni scelta più difficile.
Queste non sono lezioni riservate agli elite. Sono gli stessi principi che vedo nel coaching con runner normali: partire al ritmo che puoi sostenere, conoscere il tuo piano, allenare la nutrizione e non confondere l’entusiasmo dei primi chilometri con la forma del giorno.
Come leggere il tracking senza farsi ingannare
Il live tracking è utilissimo, ma non è una radiografia perfetta della gara. I distacchi tra due punti di controllo mescolano velocità, soste, difficoltà del terreno e talvolta piccoli ritardi nella rilevazione. Se un atleta guadagna dieci minuti non significa automaticamente che abbia attaccato; può darsi che chi lo precedeva si sia fermato più a lungo, abbia cambiato materiale o stia iniziando a pagare una discesa.
Guardate quindi la tendenza su più rilevamenti. Un singolo sorpasso racconta un momento. Tre o quattro split consecutivi raccontano una direzione. Lo stesso vale per le posizioni: essere ventesimo nelle prime ore può significare crisi oppure una partenza adulta, a seconda del progetto di gara e del livello dell’atleta.
La diretta televisiva aggiunge il linguaggio del corpo, ma anche qui serve cautela. Un corridore può apparire contratto in salita e stare gestendo benissimo; un altro può sorridere alla telecamera e attraversare un momento pessimo trenta secondi dopo. Il bello dell’ultra è proprio questo: la classifica dice dove sei, non quanto ti resta dentro.
Il tuo prossimo traguardo comincia molto prima della partenza
Una gara lunga non si prepara copiando la settimana di un elite. Si prepara costruendo un percorso che rispetti il tuo livello, il tempo che hai e la persona che vuoi diventare attraverso la corsa.
Coaching personalizzato
Simone e il team di Esco a Correre Academy costruiscono il programma sul tuo punto di partenza, sul tempo che hai e sull’obiettivo che vuoi raggiungere.
Scopri il coaching personalizzatoIl Cammino del Runner
Il libro di Simone unisce esperienza vera, errori, storie vissute, scienza e metodo in sei chiavi: Visione, Intenzione, Tecnica, Allenamento, Longevità ed Energia. Un percorso per correre più a lungo, più libero e più felice.
Scopri Il Cammino del RunnerCome seguire UTMB 2026
La piattaforma ufficiale UTMB Live riunisce tracking, classifiche, news e copertura dell’evento. La gara principale partirà venerdì 28 agosto alle 17:45 da Chamonix; il tempo limite arriva fino al pomeriggio di domenica. È una finestra enorme, perché un’UTMB non si consuma in una serata: attraversa due notti per una parte del gruppo e continua quando i favoriti sono già sotto la doccia.
Noi la seguiremo sul campo per tutta la settimana. Sul sito e sui canali di Esco a Correre troverete ciò che riusciremo a vedere, capire e documentare da vicino. Non voglio promettere aggiornamenti a raffica tanto per riempire uno schermo. Voglio portarvi le cose che meritano di essere raccontate.
Ci vediamo a Chamonix
Se sarete a Martigny, Courmayeur, Orsières, Champex-Lac, Chamonix o lungo uno dei percorsi, fatevi riconoscere. Esco a Correre sarà lì tutta la settimana e non vediamo l’ora di incontrare la community trail che ci segue. Fermateci per un saluto, raccontateci quale gara state correndo o chi siete venuti a sostenere. Una community diventa reale quando smette di essere un numero sotto un video e acquista una voce, una faccia, magari due bastoncini e un paio di scarpe piene di fango.
La mia settimana è cominciata con la MCC e con un arrivo a Chamonix che non dimenticherò. Ora proveremo a documentare il resto di UTMB 2026 per quello che è davvero: un grande evento sportivo, certamente, ma soprattutto un concentrato di umanità in movimento.
La frase da portare a casa: nel trail il motore ti porta in alto; tecnica, gestione e capacità di adattarti decidono che gara riuscirai davvero a correre.
Fonti
- UTMB Mont-Blanc – agenda ufficiale 2026.
- Schede ufficiali delle gare: MCC, TDS, OCC, CCC, UTMB.
- iRunFar – 2026 UTMB Women’s Preview, 17 agosto 2026.
- iRunFar – 2026 UTMB Men’s Preview, 17 agosto 2026, aggiornato il 21 agosto.
- France 3 – UTMB 2026: controlli antidoping raddoppiati, 20 agosto 2026.
- UTMB World Series – quadro e politica antidoping.
- UTMB World Series – procedure e risorse antidoping.
- UTMB Live 2026: risultati ufficiali MCC consultati il 25 agosto 2026.
Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzofondo fino all’ultramaratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui. Ho scritto un libro bestseller sul running: Il Cammino del Runner, sei chiavi per diventare il runner che sei destinato a essere.
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