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VAM: cos’è davvero, come si testa e come usarla per migliorare la VO₂max

VAM

Negli ultimi anni la VAM (Velocità Aerobica Massima) è tornata prepotentemente nel linguaggio dei runner.
Spesso però viene trattata come una zona magica, un numero da inseguire o peggio ancora come l’unico parametro per allenare la VO₂max.

La realtà è più interessante — e più complessa.

In questo articolo vediamo:

  • cos’è davvero la VAM
  • cosa dice la scienza
  • come testarla correttamente
  • come usarla negli allenamenti (e quando evitarla)

Indice Articolo

COS’È LA VAM

La VAM è la minima velocità alla quale si raggiunge il VO₂max.

In altre parole:

  • aumentando progressivamente la velocità
  • a un certo punto il consumo di ossigeno raggiunge il massimo
  • quella velocità è la VAM

👉 Non è una zona di comfort
👉 Non è una velocità sostenibile a lungo
👉 Non è “la velocità massima che puoi correre”

È un punto di transizione fisiologico.

VAM ≠ VO₂MAX (ERRORE COMUNE)

Questo è fondamentale.

  • VO₂max = quanto ossigeno puoi utilizzare
  • VAM = a che velocità lo utilizzi tutto

Due runner possono avere:

  • lo stesso VO₂max
  • VAM diverse

E viceversa.

La VAM dipende anche da:

  • economia di corsa
  • coordinazione neuromuscolare
  • stiffness muscolo-tendinea
  • tecnica

👉 Per questo migliorare la VAM non significa sempre migliorare il VO₂max
👉 e migliorare il VO₂max non garantisce che la VAM salga

COSA DICE LA SCIENZA SULLA VAM

Gli studi di riferimento (in particolare quelli di Véronique Billat) mostrano che:

  • allenarsi intorno alla VAM (±5%)
  • con intervalli brevi
  • permette di accumulare molto tempo a ≥90% VO₂max

Il punto chiave però non è la velocità, ma un altro parametro spesso ignorato.

IL CONCETTO CHIAVE: TLIM

Tlim (Time Limit) = tempo massimo in cui un atleta riesce a sostenere la VAM in continuo.

In media:

  • runner poco allenati: 2–4’
  • runner allenati: 4–8’

👉 Allenarsi in continuo a VAM è poco efficace
👉 Allenarsi a intervalli permette di:

  • superare il Tlim
  • accumulare più tempo utile vicino al VO₂max

È qui che nasce il famoso 30”/30”.

I TEST

1️⃣ Test incrementale su pista

  • velocità che aumenta ogni 1’–2’
  • ultimo step completato = VAM

✔️ scientificamente valido
❌ poco pratico per l’uso quotidiano

2️⃣ Test 5–6 minuti ALL-OUT (il più pratico)

Protocollo semplice:

  • riscaldamento completo
  • 5 o 6 minuti massimali
  • distanza totale / tempo = VAM

✔️ affidabile
✔️ ripetibile
✔️ ideale per runner evoluti

📌 Importante:
non è una “gara”, è un test controllato.

3️⃣ Stima da gara (approccio pragmatico)

  • VAM ≈ velocità gara 1500–3000 m
  • utile se la gara è recente e ben corsa

⚠️ meno precisa
⚠️ dipende molto dalla tattica

COME USARE LA VAM NEGLI ALLENAMENTI

L’ALLENAMENTO SIMBOLO: 30” / 30”

Obiettivo:

aumentare il tempo passato vicino al VO₂max

Protocollo classico:

  • 30” a 100–105% VAM
  • 30” a 50–60% VAM
  • 2 blocchi da 15 ripetizioni
  • recupero 3–4’ corsa facile

Durata ON totale: 15’

👉 NON è HIIT
👉 NON sono sprint
👉 è lavoro aerobico ad alta intensità

ERRORI CLASSICI NELL’USO DELLA VAM

❌ VAM stimata male
❌ ON troppo veloci (110–120%)
❌ recuperi passivi
❌ uso continuo tutto l’anno
❌ sostituire soglia e fondo con la VAM

La VAM non costruisce la base.
La VAM rifinisce.

VAM E MODELLI DI ALLENAMENTO (VDOT INCLUSO)

Nel modello VDOT la VAM non è dichiarata, ma è funzionalmente rappresentata dal ritmo I.

Questo significa che:

  • puoi ottenere lo stesso stimolo
  • senza test VAM
  • usando ritmi da gara + modello prestativo

👉 Modelli diversi
👉 Stessa fisiologia

QUANDO HA SENSO LAVORARE SULLA VAM

✅ fase di richiamo VO₂max
✅ runner già aerobicamente solidi
✅ obiettivi 5–10 km
✅ blocchi brevi e mirati

❌ principianti
❌ fase di costruzione aerobica
❌ atleti fragili/infortunabili

CONCLUSIONE

La VAM non è una scorciatoia
e non è una moda.

È uno strumento:

  • potente
  • preciso
  • ma ad alto costo fisiologico

Usata bene:

moltiplica gli adattamenti della VO₂max

Usata male:

porta a stanchezza, stagnazione e infortuni

Come sempre nella corsa:
non vince l’intensità più alta, ma quella giusta nel momento giusto.

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Chi ha scritto questo articolo?

Sono Simone Luciani, Running Coach certificato UESCA e nutrizionista sportivo abilitato in UK.
Alleno le persone a trovare la propria migliore versione attraverso l’atto trasformativo della corsa.
Sono un’atleta da oltre 20 anni, spaziando dal mezzo fondo fino all’ultra maratona. Ho corso tutte e 7 le World Marathon Majors sotto le tre ore, uno dei pochi al mondo ad esserci riuscito e il primo in Italia. Puoi leggere di più su di me qui.

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Last modified: 16 Giugno 2026
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