La Maratona di Atene

La Maratona di Atene

A 5 anni:

D: Ciao Christian, cosa vorresti per il tuo compleanno?

R: Un pallone.

A 10 anni:

D: Ciao Christian, cosa vorresti per il tuo compleanno?

R: Un altro pallone.

A 14 anni:

D: Ciao Christian, cosa vorresti per il tuo compleanno?

R: Un motorino (e magari un pallone).

A 20 anni:

D: Ciao Christian, cosa vorresti per il tuo compleanno?

R: La pace nel mondo e l’amore della ggggente (basta palloni, il calcio è un prodotto consumistico).

A 25 anni:

D: Ciao Christian, cosa vorresti per il tuo compleanno?

R: Un viaggio (magari faccio anche due tiri in vacanza).

A 31 anni:

D: Ciao Christian, cosa vorresti per il tuo compleanno?

R: Non lo so, fai tu… (se poi ti avanza un pallone…).

E’ strano ma crescendo spesso non si hanno più desideri forti e irrefrenabili dedicati beni materiali, concreti. Me ne rendo conto anche da questa sintetica analisi. Forse si cerca altro.

Il “calo del desiderio” parte nel mio caso intorno ai 25 anni.

Eppure, qualche sera fa ho aperto un regalo di compleanno che conteneva l’immagine che vedete sopra. E ho capito cosa desideravo tanto.

Se tutto va bene, incrociando le dita di mani piedi e piedi dei baffi (cit. Felice Caccamo, per i più colti) e sperando non succedano imprevisti correrò la Maratona di Atene.

Una cosa così… una maratona qualunque… Correrò LA maratona.

E dal volere fortemente un pallone, capisci che ora il gioco è diverso.

E’ da un paio di settimane, da quando l’ho ricevuta in regalo, che l’idea mi ronza in testa in modo costante. Un sottofondo che mi torna in mente e che mi si presenta 2/3 volte all’ora. Come quando sei innamorato, stai facendo una cosa pallosissima ma incredibilmente la fai volentieri tanto hai un bel pensiero a cui dedicarti.

Adesso la sensazione predominante è data dalla responsabilità che sento nell’onorare questa gara, nell’arrivare in forma e dare il massimo. Mi sto concentrando per prepararla. Devo ancora iniziare a prepararla ma già sento la tensione. Manca poco e i km da fare sono tanti.

La Maratona di Atene a me ricorda la prima volta che ho scoperto cosa fosse una maratona, leggendolo sui libri di scuola, e la prima volta che un uomo bianco che corre mi ha emozionato tantissimo, davanti alla TV.  La Maratona di Atene è una sfida alla quale penserò per i prossimi mesi, la Maratona di Atene è la mia sfida del 2015.

 

“Pain is inevitable. Suffering is optional” Vai al mio profilo.

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