Domani gareggio

Domani gareggio

Non mi era mai capitato di partire per un allenamento lungo 25 km e, dopo circa 18 km, essere fermato e invitato da un gruppo di runners a partecipare ad una gara per il giorno seguente.

Una persona sana di mente avrebbe -ovviamente- rifiutato l’invito. Magari esitando e con un po’ di rammarico, avrebbe detto: “No, grazie!”.

Succede invece in quell’istante che ti rendi conto di non aspettare altro che una gara per sentire di nuovo l’emozione unica della sana e sportiva competizione. Forse perché era da un mese che non gareggiavo (causa vacanze e qualche altro impegno).
O forse, semplicemente, ad una gara non si dice mai di no.
E allora che faccio? Ovviamente accetto.

Io: “Ma che gara è?
Runners: “Ma niente, semplicemente la Moltrasio Imperial Trail 2015, percorso Urban Trail di 10,3 km con 400 metri di dislivello con centinaia di scale paesane”.
Scopro poi trattarsi “solo” di una delle gare più sentite della zona del lago di Como.

Poi c’è anche chi, più pazza di me, con lo stesso allenamento sulle gambe il giorno prima, decide di correre la stessa gara ma nella versione da 23 km con 1500 metri di dislivello.
Ok, siamo due pazzi! Anche perchè, ancora non sapevamo che avremmo beccato tanta di quell’acqua che ad un certo punto non si sarebbe più capito se si stessi correndo o nuotando in verticale.

Ma ne è valsa la pena, perché io mi sono davvero divertito. Ed è l’unica cosa che conta.

Parlando della Gara…

La Moltrasio Imperial Trail è una manifestazione sportiva composta da tre gare: un trail da 45 km, uno da 23 km e un trail urbano di 10.3 km.

E quest’ultimo è quello che ho corso io, ma se non avessi uno stato di forma da rivedere e soprattutto se non avessi fatto qualche ora prima 25 km di allenamento, forse avrei optato per la 23 km.

Questa gara è speciale!

La Urban Trail si svolge su un percorso molto pesante, con un dislivello di 400 metri che si concretizza tutto negli ultimi 6 km, grazie a scalinate e gradini interminabili.
Si corre tra le vie di Moltrasio e nelle frazioni limitrofe, passando da scalinate e vie strette davvero suggestive, con scorci a sorpresa e tratti con vista lago.

La sofferenza che si prova a spingere in salita, (soprattutto per me, che avevo le gambe già stanche del giorno prima) è indescrivibile, ma il tutto è ripagato dalla bellezza del percorso, mai banale.

Verso metà gara ha iniziato a piovere, rendendo il ciottolato molto scivoloso e se possibile ancora più faticoso da percorrere, ma l’atmosfera che si è venuta creare ha restituito una bellezza unica a questa gara.

Anche l’organizzazione dell’evento in generale è stata impeccabile dall’inizio alla fine e in questo il pubblico ha fatto la sua parte: ogni atleta è stato accompagnato all’arrivo con incitazione e qualche applauso. Il che fa sempre bene.

Per la cronaca, la gara è stata vinta dal mitico Davide Chicco, ex campione mondiale di corsa in montagna a squadre. Io mi sono aggiudicato il secondo posto, con una discreta prestazione (visti i presupposti) e tenendo conto anche del fatto che sono riuscito a sbagliare strada allungando di un po’ la mia avventura. Ma poco male.

Mi segno questa gara e la consiglio per l’edizione del prossimo anno.
E poi ho imparato che non sempre occorre essere pronti per poter gareggiare. A volte ci si diverte di più nelle gare non previste.
[Magari meglio senza distruggersi di km il giorno prima…ma questo è un dettaglio!]

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Ho iniziato a correre per sfida. Continuo a correre perché nulla al mondo ti riempie l’anima e la mente come la corsa.

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