La mia Maratona di Londra da tifosa

La mia Maratona di Londra da tifosa

Da qualche mese seguo Morena alle gare, non solo virtualmente. Ho scoperto un mondo meraviglioso, ho conosciuto persone fantastiche. Più di una volta ho sentito dire che guardare chi corre è noioso, specialmente le lunghe distanze su strada, che un conto è vivere la gara un altro è vederla, e magari pure male perché spesso la gente è tanta “e tu che hai difficoltà e sei piccoletta rischi…”
Io invece credo che non ci sia nulla di più bello che assistere alla preparazione, alzarsi presto, la mente ancora annebbiata di sogni e il brivido lungo la schiena che diventa una sensazione sempre più netta da quando si prendono le spille per fissare il pettorale fino all’arrivo, quando non aspetto altro che poter dare un abbraccio e farmi raccontare la gara in ogni minimo dettaglio. Difficile spiegare cosa significa respirare il profumo della passione di chi ama questo sport.

E allora anche aiutare nella preparazione dei pacchi della mezza di Como significa sentirsi parte di quel mondo, così come svegliarsi all’alba e andare a un trail in mezzo ai boschi dove posso vedere solo partenza e arrivo. Nel frattempo leggo un libro al sole e controllo i tempi, e se son fortunata faccio conoscenza con qualche altro supporter, si fanno 4 chiacchiere, si inganna l’attesa… E si attendono i rispettivi runners, ci si aspetta, si fa il tifo…

Oggi sono a Londra, si corre una delle maratone più belle del mondo, alla partenza c’è, tra gli altri, un mito assoluto che risponde al nome di Paula Radcliffe che chiude la carriera. E c’è Simone che scriverà un pezzetto della sua storia di atleta. Sono venuta per lui. Ma il tempo promette pioggia, la folla è infinita così decido di aspettarlo a casa. Però sono qui,l’app apposita mi darà i tempi, i messaggi mi terranno aggiornata. Per la prima volta resto sotto coperta. Per questa volta basta anche solo aver collaborato a preparare lo striscione d’incoraggiamento e aver fatto colazione insieme..

Supportare è calibrare le parole e i silenzi, è un gesto al momento giusto, è uno scambio di energia….

Sono quasi le dieci qui, ci siamo… la sensazione di correre un po’ anch’io torna e fa sorridere l’anima… (In attesa, un giorno, di farlo per davvero.)

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Si può dire che lo sport fa parte della mia vita da sempre anche se dagli spalti. Disabile dalla nascita, ho avuto la fortuna di fare terapia con il massaggiatore della Nazionale di basket femminile che ha sempre considerato un'atleta anche me e ha impostato il mio lavoro come se lo fossi. Ho respirato l'agonismo e la passione fin da piccina, vivere lo sport da dentro mi ha aiutato anche fuori dall'ambito sportivo ed è una fonte inesauribile di energia.. La mia sfida quotidiana è l'indipendenza, sono fermamente convinta che nulla sia impossibile, basta crederci e lavorare sodo. Vai al mio profilo.

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