Lettera aperta a te che hai un partner che corre e tu non fai nemmeno le scale di casa

Lettera aperta a te che hai un partner che corre e tu non fai nemmeno le scale di casa

Caro/a amico/a,

Scrivo a te, tu che hai deciso di amare un runner, per metterti in guardia.

La tua vita sarà un inferno. Perdona la mia franchezza, non sto cercando di spaventarti, voglio solo aiutarti prima che sia troppo tardi.

Ti spiego perché.

La tua dolce metà ama correre e la corsa sarà sempre un elemento ingombrante nella vostra vita. Sarà un pensiero fisso, peggio di un’amante.

Le giornate verranno organizzate cercando di trovare sempre posto per quell’oretta di corsa che rende il tuo partner una persona felice, i vostri weekend saranno condizionati dalle gare e dalle corse lunghe, il frigorifero sarà sempre troppo piccolo per contenere alimenti sufficienti per la sua fame incontrollabile. Scordati di fare le scale mobili da ferma/o. Lui/Lei vuole camminare.

La corsa è una priorità, anche se farà di tutto per non fartelo pesare.

Sai quell viaggio che vuoi fare? Il tuo partner sta cercando su Google Maps gli itinerari per correre, non dove portarti fuori a cena. Fidati, è così.

Se poi è un maratoneta, fatti il segno della croce. Tutti i tuoi viaggi saranno in funzione di una maratona. Scordati una destinazione dove non hanno ancora una maratona internazionale.

Vuoi un consiglio? Inizia a comprarti la guida di: Londra, New York, Tokyo, Chicago, Boston e Berlino. Si perché è altamente probabile che il tuo maratoneta voglia fare le 6 major mondiali. So che stai pensando, che sono tutte destinazioni piacevoli. Ti posso dare ragione. Ma per prepararsi a quelle maratone di aspetta:

  • Lunghi momenti di solitudine, perché il tuo partner deve allenarsi, probabilmente quando torna dal lavoro alla sera.
  • Giornate dove dovrai fare conto con il suo cambio di umore, dovuta agli ormoni, agli infortuni e chi più ne ha più ne metta.
  • Domeniche passate in posti del cavolo per vedere il tuo partner correre le “mezze maratone d’allenamento” o ancora peggio dovrai aspettare che abbia corso il suo lungo prima di poter organizzare qualsiasi cosa per il resto della giornata.
  • Scoprirai che il resto della giornata non farete comunque nulla perché il tuo partner è esausto.
  • Lavatrici infinite per lavare gli indumenti sempre sudati, ogni giorno.
  • Scarpe da running buttate ovunque in casa (ok forse questo è un difetto che ho solo io).
  • …. potrei continuare ancora per un po’ ma non voglio spaventarti.

Probabilmente arriverai al punto di preferire che il tuo partner abbia un’amante vera piuttosto che la corsa come amante.

Se tutto questo ti spaventa, perché non capisci come possa la corsa essere prioritaria rispetto allo stare con te, allora lascia perdere. La vostra è una storia impossibile.

Se invece pensi di farcela, perché hai capito l’importanza della corsa nella sua vita e soprattutto la felicità che la corsa gli provoca, allora non hai da temere. Rispetta la sua passione, perché contribuisce a rendere quella persona esattamente la persona di cui sei innamorato e tutto andrà alla grande.

Io sono un corridore seriale, mi alleno tutti i giorni, anche ad orari impossibili, pur di combaciare i miei impegni di lavoro e famiglia, e mi sono risposato con una come te. Lei non corre, anzi odia correre e non ama lo sport in generale. Ma il supporto che ho da parte sua è incredibile e mi rende ancora più forte e felice. Tutto questo mi ha fatto capire ancora di più il valore dell’amore e soprattutto, a capire che amore vuol dire voler la felicità dell’altra metà in maniera totalmente incondizionata.

Mia moglie viene a vedermi a tutte le gare in qualsiasi condizione di tempo e mi supporta in ogni momento e non posso che non esserne infinitamente grato.

L’amore tra un runner e un non runner è assolutamente possibile, ma sta a te non runner, capire se sei disposto a supportare il tuo partner in tutte le occasioni.

Non provare a togliergli la libertà. La corsa è la sua libertà.

Un caro saluto,

Un runner seriale.

PS. Quando dice che non c’è bisogno che lo accompagni alle gare, non lo pensa sul serio. Un runner ha bisogno della propria metà in gara, e senza la tua presenza rende molto meno. Fidati. 😊

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Ho iniziato a correre per sfida. Continuo a correre perché nulla al mondo ti riempie l’anima e la mente come la corsa. Vai al mio profilo.

There are 7 comments for this article
  1. Rita at 8:22 pm

    Che tristezza questa lettera…ho un marito runner e conosco la situazione perché la vivo sulla mia pelle..conferma la mia opinione che ho dei cosiddetti runners (io li definirei paranoici): che non hanno di meglio da fare nella vita se non correre, consapevoli di avere accanto compagne “zerbino” che vivono all’ombra dei loro atleti calpestando la propria persona e le proprie esigenze. La felicità di queste donne è soltanto fare lavatrici con i trofei “profumati” del proprio runner e seguirl nelle loro eroiche imprese. Se poi devono rinunciare a programmi o desideri, che importa…basta che i loro uomini siano felici… Se poi pensiamo che queste donne preferirebbero sopportare la presenza di un’amante (di lui) pur di far abbandonare la corsa al proprio runner (imnamorato solo di se stesso) rasentiamo lo squallore più triste. Piuttosto fanno bene queste povere vittime a seguire i loro prodi nelle loro gesta, visto che nella vastissima fauna dei runnners esiste una discreta quantità di esemplari femminili dedite solo alla “caccia grossa” di povere prede maschili abbandonate dalle proprie compagne con un po’ di più di spina dorsale. Probabilmente anche mio marito la penserà come lei…però non ha la sua stessa fortuna, ha una moglie pensante con un forte amor proprio forse troppo..fa parte della categoria delle povere prede…
    Rita

    • Simone Author at 9:44 am

      Che tristezza questo commento Rita. Perdonami, ma quando hai sposato tuo marito non sapevi che gli piaceva correre? Indifferentemente dalla tua risposta, penso che tu debba fare una riflessione su che cosa sia l’amore. Un abbraccio.

    • Caterina at 10:39 am

      “discreta quantità di esemplari femminili dedite solo alla “caccia grossa” di povere prede maschili abbandonate dalle proprie compagne con un po’ di più di spina dorsale” davvero pensi una cosa del genere? Non so se ridere o arrabbiarmi sai? Detto da una donna poi, ha un sapore ancora più amaro…fai tanto l’emancipata e poi hai una bassissima considerazione delle donne sportive reputando gli uomini vittime incolpevoli della “fame” femminile. Incoerenza pura. Ti reputi una con la spina dorsale? Bhe comincia ad essere obiettiva nelle tue analisi e non cercare il mostro fuori casa…troppo facile! Al posto tuo mi domanderei perché mio marito, durante il matrimonio, ha scoperto la corsa e non ne possa più fare a meno…scapperà da qualcosa? O da qualcuno? Rilassati, perché ti svelo una cosa: la forza di una donna non si deduce dalla capacità che ha di condividere e comprendere la passione del proprio compagno…trovati una passione e augurati che tuo marito la condivida…alle brutte, potrai trovare sempre una discreta quantità di esemplari maschili dediti alla caccia grossa di povere donne frustrate e lasciate sole dai mariti runner!

      • Rita at 3:19 pm

        Caterina, mi spiace essere stata fraintesa, non era mia intenzione offendere nessuno…cerchero’ di essere più chiara. Prima cosa volevo dire che non trovo normale che una passione qualsiasi, portata agli estremi, debba condizionare totalmente la vita privata e familiare al punto che chi la subisce debba accettare incondizionatamente tutto ciò che ne consegue. Se poi il partner (in questo caso) di un runner caso non accetta tutte le condizioni poste è considerato non amore. É giustissimo coltivare le proprie passioni. Le passioni ci fanno sempre fuggire da qualcosa, ci completano, servono proprio a questo, ma esiste il compromesso. Le mie passioni sono condizionate dalle esigenze di coppia e familiari, non il contrario. Se una passione prende il sopravvento su tutto, diventa patologica. Seconda cosa, leggendo quanto esposto nella lettera, la conseguenza per una persona che non si sente totalmente “supportata” dal partner (anzi ostacolata), é quello di sentirsi non amata, abbandonata. Mi spiace, ma so per certo (raccontato da amici runner e da spiacevoli battutine che ho ricevuto da frequentatrici della corsa ) che questi uomini apparentemente “abbandonati” da noi mogli egoiste (e soprattutto quelli non brutti) attirano l’attenzione di qualche “signora” che si incontrano in ogni ambiente, anche nel mondo della corsa. Io non seguo sempre mio marito e se permetti questa cosa mi scoccia abbastanza. Non volevo fare di tutta un’erba un fascio, non intendevo offendere la categoria delle donne runner e me ne scuso. Concludo dicendo sinceramente che non mi sento una donna frustrata, non sono stata abbandonata dal marito runner e non sono alla ricerca di nessuno. Abbiamo sempre avuto e coltivato i nostri rispettivi interessi e rispettati reciprocamente. La corsa é stato quello più “invadente” e problematico, ma non gli ho mai chiesto, e non lo farei mai, di rinunciarci, ma il giusto compromesso quello lo pretendo.

    • Raul at 5:23 pm

      Beh.. se davvero pensi che tuo marito sia un “paranoico che non ha di meglio da fare nella vita se non correre” forse sarebbe il caso che tu glielo dicessi perchè la sincerità in una relazione è importante.. dopodichè ognuno tragga le proprie conclusioni.

  2. Rita at 3:49 pm

    Purtroppo ha conosciuto la corsa molto dopo averlo sposato. E comunque l’amore non è l’abnegazione dell’uno nei confronti dell’altro…hai ragione, abbiamo una visione molto diversa dell’amore..

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